Spiacente: a rischio import di materiale retro dagli americani

Il corrente clima di incertezza geopolitica ha creato una lunga serie di effetti collaterali prevedibili e non. Dalla guerra in Iran e dal clima bellicoso in Medio Oriente è nata una nuova crisi dei combustibili fossili, dalla “guerra per le AI” un aumento della domanda di elettricità e dei costi di RAM e memorie di massa

Ma se oggi come oggi nell’America Trumpiana essere un nerd è diventato un hobby sin troppo costoso, essere un collezionista di retrocomputing europeo che cerca di comprare cose dagli USA è diventato uno sport estremo.

Spiacente: a rischio import di materiale retro dagli americani
Spiacente: a rischio import di materiale retro dagli americani

Hai visto su eBay un rarissimo monitor CRT professionale degli anni ’80? Un home computer particolarmente ricercato?

Lancia una monetina: hai il 50% di possibilità che arrivi a casa tua e il 50% che finisca in un tritarifiuti.

Al momento la cosa non sembra riguardare le importazioni negli USA, ma come vedremo non si sa mai.

Spiacente: a rischio import di materiale retro dagli americani

Nasce tutto il 30 Luglio, quando Trump decide di lanciare un ordine esecutivo per il riciclo forzato della spazzatura elettronica o e-waste. Il motivo è che sostanzialmente il Tycoon è convinto che la Cina compri grandi quantità di elettronica dismessa dagli USA per riciclarla e ricavare minerali e terre rare, litio e altri componenti che possano essere usati nel complesso industriale americano.

Problema: quando il proverbio “la spazzatura di qualcuno è il tesoro di molti altri” è stato coniato non si intendeva solo la spazzatura in senso proprio, quindi il riciclo, ma oggetti che sono tecnicamente eWaste ma di fatto desiderati oggetti di collezionismo.

Monitor "liquidato", fonte X
Monitor “liquidato”, fonte X

Un monitor PVM, la gamma professionale di monitor SONY è tecnicamente “spazzatura industriale”, qualcosa che una casalinga porterebbe in rottamazione da Euronics per ottenere una TV a schemo piatto. Ma è anche un oggetto del desiderio che va via su eBay per 300 euro circa per un quattordici pollici.

Per poco meno puoi comprare una TV consumer dell’epoca che per una infinità i ragioni è l’unico modo filologicamente corretto per giocare con un Commodore 64, un NES o un Master System, e persino il “Mivar di povera nonna morta” improvvisamente potrebbe diventare un oggetto collezionabile.

Eppure per la dogana sono eWaste pieni di minerali preziosissimi per il complesso industriale. 

Infatti da allora si sono moltiplicate online le segnalazioni di CRT, oggetti di retrocomputing e persino retrocomputing e lettori floppy “non testati per riparazione” segnalati come “liquidati alla dogana”

Lettore Floppy liquidato, fonte Facebook
Lettore Floppy liquidato, fonte Facebook

In una parola fatti a pezzi come eWaste e destinati al macero ed al riciclo.

Al momento, come riportato da Kotaku e apparentemente corroborato, si parla di una parte dei casi di export: non si registrano oggetti importati dagli USA distrutti, ma si registrano almeno un CRT spedito dagli USA in Australia e mai arrivato e un lettore floppy Epson spappolato in Illinois.

I precedenti poco incoraggianti

Kenny Lauderale, esperto di animazione retro (è grazie a lui che abbiamo potuto parlare di Chargeman Ken e Twinkle Nora) ha prefigurato un possibiler scenario in cui la distruzione di reperti storici collettivi non si limiterà solo agli export dagli USA ma anche agli import e non solo all’hardware da cui recuperare materiali per il complesso industriale ma anche agli import di VHS e software.

Esiste un precedente citato il prototipo di un videogame giapponese del 1999, esistente solo in 50 copie consegnato all’acquirente dopo essere stato distrutto completamente “per ispezione”.

Videogame "liquidato", fonte X
Videogame “liquidato”, fonte X

Al momento tutto fa pensare che la situazione nel tempo non avrà apprezzabili miglioramenti.

Va detto che al momento ci sono sia casi registrati di prodotti consegnati che di prodotti liquidati: ma un conto è rischiare di trovarsi qualche dazio doganale in più (cosa che mi è capitata in passato), un conto è rischiare che un reperto dal valore anche storico finisca riciclato per farne batterie e simili.

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