Cosa sono esattamente le Pringles?

Ci segnalano i nostri contatti un post americano tradotto per cui “le Pringles non sono patatine”. Sematicamente, la definizione è esatta, ma non perché esista una “Big Potato” che vuole ingannare il popolo con delle finte patatine o qualcosa del genere, ma per questioni linguistiche e semantiche.

Cosa sono esattamente le Pringles?
Cosa sono esattamente le Pringles? – Dal sito Pringles

In Americano esiste una distinzione tra le Chips e le Crisps: le Pringles sono Potato Crisps, non Chips.

Le chips sono patatine fritte ottenute prendendo la patata e tagliandola in fette sottili (o bastoncini), il termine crisps, almeno negli USA (complica il fatto che in Inghilterra il termine crisps indica le patate in bustasono tutti i prodotti a base di patata fritti a croccantezza e le Pringles sono fiocchi di patate mescolati al condimento e amidi provenienti dalla farina di mais e frumento, modellati nell’icona forma concava e fritti a doratura.

Mentre da noi il termine “patatine”, almeno colloquialmente, viene applicato a qualsiasi cosa comprenda i pezzetti di patata fritti, le Pringles o la patata intera tagliata a torciglione che ti vendono alle fiere”

Cosa sono esattamente le Pringles?

Non è un mistero le loro origini: nel 1956 le Pringles nascono per rispondere ad una domanda che gli amanti delle patatine a quel punto avevano cominciato a farsi, ovvero se si potessero evitare buste piene di aria, patatine spezzate e unto attaccato ai bordi della bustina.

Per molti questa è la parte migliore, per il chimico Fred Baur no. Egli pensò che anziché friggere fettine di patate e tirarle in buste sigillate si potessero friggere dischetti di pasta di patate schiacciati a forma di sella e metterli in un tubo di cartone.

Fred Baur sviluppò l’idea di forma e contenitore, ma fu portato via dal progetto prima di definire dal punto di vista tecnico come cucinare, insaporire e creare i macchinari che avrebbero dovuto fare tutto questo.

Alexander Liepa sviluppò il gusto e lo scienziato e scrittore di fantascienza Gene Wolfe i macchinari in grado di assicurare che il gusto fosse costante.

A questo punto, abbiamo le Pringles ma non sappiamo cosa siano.

Nel 1975 l’FDA Americana, ente che si occupa della sicurezza alimentare, disse che tecnicamente le Pringles non erano “chips” ma al massimo “chips ottenute da fiocchi di patate disidratate”. P&G, produttori delle Pringles, decisero che era un nome poco commerciale e le chiamarono Crisps.

A questo punto però nel Regno Unito le patatine sono le crisps: Proctor&Gamble provò, per motivi biecamente fiscali, a convincere il Regno Unito che le Pringles non erano un prodotto presente in natura (secondo P&G una definizione applicabile alle patatine fritte anche se, ricordiamo, in natura non ci sono laghetti di olio bollente e pianure di fritto…) e quindi le Pringles non potevano essere nè chips né crisps e quindi avrebbero dovuto avere una tassazione più leggera.

Retro di una confezione di Pringles
Retro di una confezione di Pringles

Esattamente: la “grande ditta” che secondo le teorie del complotto relative vende un prodotto che non è “vere patate” come tale in realtà voleva autodeclassare agli occhi della legge la qualità del suo prodotto per pagare meno.

Le autorità del Regno Unito non se la bevvero e decisero che le Pringles sono “legalmente patatine” e quindi tassabili come tali.

Semplicemente, non sono chips ma crisps.

In America. Nel Regno Unito è il contrario

In Italia sono, se guardi le confezioni “Snack salati al gusto di”, ma se ad una festa dici di portare le patatine e porti le Pringles non ti linciano.

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