C’è un dato inconfutabile che possiamo prendere in esame oggi 17 aprile, a proposito della provocazione di Pillon della Lega nei confronti di Enzo Miccio sulla questione ddl Zan. Una battuta la sua, che verte sulla presunta somiglianza tra i due e che manifesta ancora una volta la volontà da parte del leghista di bloccare in qualche modo la tanto discussa legge. Quella che per intenderci prevede pene più severe per coloro ai quali vengono contestati reati inerenti la discriminazione sessuale.
Andiamo per gradi, in quanto il post di Pillon fa il paio con quello di alcune settimane fa, a proposito di Fedez. Nella giornata di ieri l’esponente della Lega ha pubblicato un post all’interno della sua pagina Facebook, provocando chiaramente Enzo Miccio. Chiara l’intenzione di scherzare sull’argomento, considerando il palese montaggio per il “no” prima di “ddl Zan” sulla mano del suo interlocutore. Evidentemente, però, la battuta non è piaciuta neanche a terzi, come emerge dal commento di Iacopo Melio:
“La cosa bella è che quelli come lei, che passano la vita a odiare gli altri, perderanno. Non fra un mese, e probabilmente nemmeno fra un paio di anni, ma presto o tardi perderanno. E a vincere sarà una società spalancata ai diritti di chi vuole solo vivere come lei, liberamente, però senza togliere nulla agli altri come invece ci sta dimostrando dal basso del suo profilo politico. Buon fine settimana senatore, si riposi un po’ che ne ha bisogno“.
Il punto è che la risposta di Enzo Miccio a Pillon, con la quale il leghista è stato invitato pacatamente a non usare il nome e l’immagine della persona citata, ha avuto decisamente più successo rispetto al post iniziale. Quasi 50.000 “mi piace” per il commento di Enzo Miccio, contro poco più di 5.000 like per il post originale. Evento decisamente insolito su Facebook.
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