La settimana scorsa è apparso, puntuale come da Pokemon Day dei 30 anni, Pokopia, gioiosa celebrazione della saga in un mondo senza umani (non vi diremo di più per evitare gli spoiler) dove un tenero Ditto vaga per il “Mondo dei Pokemon” cercando di ricostruire la civiltà a modo suo.
Il Ditto, una creatura virtuale dal potere della trasformazione che nel gioco appare in una forma che tutti abbiamo imparato ad accettare, ma non era prevista in gioco.
Partiamo quindi da quello che non doveva essere, ma è, da Pokopia e poi scendendo per salti e balzelli.
La descrizione originale di Ditto, comparsa nei giochi di prima generazione Giapponesi Verde e Rosso (da cui sono stati basati, come abbiamo ricordato nell’apposito articolo, Rosso e Blu in Occidente) riporta queste parole
“Può ricombinare a piacere la propria struttura cellulare per trasformarsi in altri esseri viventi”
E basta. In gioco, o quantomeno in tutti i giochi della serie principale, Ditto ha un’unica mossa, Trasformazione, che gli consente di trasformarsi in una copia perfetta del Pokemon che ha di fronte, copiandone statistiche e mosse (con cinque PP, ovvero utilizzi, ciascuna) e, col progredire dei giochi, abilità anche “nascoste”, e due abilità: Scioltezza che impedisce lo status Paralisi e Sosia che funge da Trasformazione automatica.
Un Ditto (Pokemon Scarlatto/Violetto)
Nei giochi di prima e seconda generazione, dove le palette cromatiche risentivano dell’essere di fatto giochi per GameBoy Color in grado di funzionare sul GameBoy monocromatico, Ditto conservava la sua palette originale (una tinta violacea o blu a seconda del colore base o “cromatico”), in terza generazione un Ditto trasformato aveva i colori del Pokemon che diventava, ma più smorti, nel resto delle generazioni un Ditto è una copia perfetta.
Nella continuity dei giochi, solitamente, Ditto si trasforma in una copia perfetta dell’avversario.
Il nove Dicembre del 1997 in Giappone, il 26 Ottobre dell’anno dopo negli USA e il 18 febbraio 2000 in Italia viene pubblicato l’episodio della serie originale Un Pokémon dopo l’altro (diventato poi La misteriosa casa di Ditto per allinearsi al titolo originale Giapponese ed alla traduzione USA).
In questo episodio Ash Ketchum incontra Duplica, una gioviale ragazza dai capelli verdi a codini laterali che sogna di essere una imitatrice professionista e allo scopo addestra un Ditto.
Ma il suo Ditto è difettoso e le fa perdere diversi affari: non riesce ad imitare alla perfezione gli altri Pokemon come dovrebbe, e le copie risultano avere la buffa faccetta con gli occhietti a puntino e la bocca a lineeta di Ditto.
Il Ditto di Duplica cerca di trasformarsi in Bulbasaur, e fallisce
La cosa è presentata come una gag ed un plot device del singolo episodio: il Team Rocket, il terzetto di buffi ladri in caccia di Pikachu per presentarlo al loro leader Giovanni decidono di rapire Ditto perché si trasformi in Pokemon rari e preziosi aiutandolo a gabbare il loro capo e ricevere gloria e onori: vedendo che il povero Ditto è incapace di trasformarsi, anziché abbandonarlo decidono di sottoporlo a costanti allenamenti per superare la sua difficoltà, dando così modo a Duplica ed Ash di rintracciarli e recuperarlo, riunendo Duplica e Ditto proprio quando Ditto ha finalmente imparato a superare i suoi limiti.
Ms. Norman, primo Ditto Umano chiaramente visibile nel franchise (Detective Pikachu)
Il Ditto che si trasforma in modi distorti però era così carino che The Pokemon Company International decise di usarlo come mascotte così come era.
Già in Terza Generazione il Pokedex (elenco dei Pokemon in gioco) fu aggiornato perché riportasse
DITTO cambia la sua struttura cellulare per assumere molte altre forme. Tuttavia, quando si affida solo alla sua memoria, talvolta dimentica dettagli importanti.
Aprendo la strada all’idea che il Ditto di Duplica non fosse l’unico “sfaticato” e per inondare il mercato di buffi pupazzetti di Pokemon “dittificati”.
I Pokemon Dittificati apparvero nel franchise in diverse forme: un altro Ditto difettoso nel gioco Esploratori del Cielo e nel film Detective Pikachu come Ms. Norman, la silenziosa guardia del corpo dai capelli viola interpretata dall’attrice Suki Waterhouse, che nasconde dietro uno spesso paio di occhiali da sole gli occhietti a puntino della sua specie in una trasformazione in donna umana con gli abiti da “Agente di Matrix” altrimenti perfetta e che cerca di mantenere il silenzio per non dover cambiare espressione facciale.
Il Ditto di Pokopia, che cerca di imitare il suo allenatore perduto per non sentirsi solo
Come anticipato un “Ditto umano” è il protagonista di Pokopia, e riducendo gli spoiler quando all’inizio gli viene chiesto di ricordare se aveva un allenatore, reagisce diventando un ragazzino o una ragazzina dalla faccetta a puntini, le gambe troppo corte e le braccia troppo lunghe, evocando direttamente il Pokedex di terza generazione per cui un Ditto che non ha ricordi chiari del suo bersaglio non riesce a diventarlo.
Se accendi una cartuccia originale di Rosso o Blu, o compri RossoFuoco e VerdeFoglia (riedizioni per GameBoy Advance rimesse in vendita per il Pokemon Day del 30ennale per Switch e Switch) vedrai che il Pokedex comincia da Bulbasaur.
Rhydon, primo Pokemon messo su carta
Ma come abbiamo visto, il primo Pokémon disegnato da Ken Sugimori fu Rhydon, bizzarro pokemon a forma di vero e proprio mostriciattolo in un momento dello sviluppo in cui gli autori pensavano i Pokemon avrebbero dovuto essere Mostri Tascabili e quindi non creaturine dolci e adorabili.
Contemporaneamente la lore, la Bibbia Narrativa dei giochi di prima generazione parla di un mitico Pokemon, Mew, unico assieme a Ditto (all’epoca) ad avere la mossa Trasformazione, detentore del “DNA di tutti i Pokemon” e quindi in grado di usare tutte le mosse di tutti i Pokemon esistenti e tramite il suo DNA consentire la creazione di Mewtwo, Pokemon numero 150 e ultimo ad essere ottenibile in gioco per cattura diretta dai piccoli giocatori.
Bulbasaur, Pokemon #1 nel Pokedex di Kanto
Mew in un certo senso è presente nei giochi di prima generazione: Shigeki Morimoto, programmatore, lo aggiunse all’ultimo minuto nello spazio liberato dai sistemi di debug come una sorta di scherzo.
Incoraggiato sappiamo bene dal buon Satoshi Tajiri, amante della teoria per cui se un gioco era pieno di “misteri e easter egg” essi sarebbero diventati carne da fanzine e attratto l’attenzione di tutti sul gioco stesso: la cosa aiutò moltissimo le vendite quando Tajiri inventò il concetto di Pokemon Misterioso e di Evento, ovvero di Pokemon distribuiti come omaggio in negozi selezionati (adesso perlopiù online).
Dopo mesi in cui Mew “compariva” a colpi di glitch ed hack sulle cartucce degli smanettoni, Tajiri organizzò una lotteria-truffarella dove pochi fortunati avrebbero potuto vincere su una rivista il diritto di rimandare la propria cartuccia da Game Freak dove Morimoto in persona avrebbe copiato Mew prima di rispedirla.
Mew, il “primo Pokemon” creato (da Arceus, il Dio dei Pokemon)
Tutti gli altri potevano usare una Action Replay o altri trucchi per generarsi Mew a casa, o aspettare quando gli eventi sarebbero diventati più facili da ottenere e vincere.
In ogni caso, in prima generazione c’erano tre diversi “Primo Pokemon”, cui si aggiunse in quarta generazione Arceus, descritto come il Dio dei Pokemon (spodestando Mew a semplice Adamo), mitica versione del divino Qilin della mitologia cinese, Pokemon “Primo tra i Primi” che ha creato la genia dei Pokemon e forse anche gli Esseri Umani per popolare il Mondo di Pokemon.
Una delle prove del c.d. Effetto Mandela, la teoria del complotto più amata dai complottisti dal cappello di stagnola permanente sul capo per cui ogni singolo falso ricordo deriva dai “Poteri Forti” che hanno cambiato lo spaziotempo modificando lo scorrere del tempo in modo che pochi eletti ricordino la storia così come era è la storia del Pikachu dalla coda nera.
I complottisti di mezzo mondo (categoria che in alcuni casi, come per gli “Anon” di 4chan, coincide coi nerd) ti diranno che “per ragioni” i Poteri Forti che controllano il mondo hanno cambiato lo spaziotempo perché Pikachu non avesse la punta nera sulla coda e chi ricorda il “vero passato” è l’Eletto, echeggiando suggestioni distopiche assurde per un tema così leggero.
Pichu e la sua codina nera
In realtà il Pikachu coda nera è una conflazione di diversi fattori: lo sprite e il modello originale di Pikachu non ha mai avuto la punta della coda nera, ma le orecchie nere sì. Questo ha portato ad avere materiale contraffatto col Pikachu coda nera.
In Pokemon Oro/Argento (1999) fu introdotta una pre-evoluzione per Pikachu, Pichu, come mezzo per evidenziare la allora nuova dinamica di cui abbiamo recentemente parlato, il breeding, ovvero la possibilità di accoppiare tra loro i propri Pokémon alla ricerca dell’esemplare dalle statistiche migliori per le sfide.
Varianti di Pikachu censite dal sito Bulbapedia
Nella lore del gioco Pichu è un Pokémon Baby, un cucciolo che evidenzia un’altra dinamica introdotta in seconda generazione, ovvero l’affetto. Puoi far evolvere Pichu in un Pikachu portandolo in giro con te, facendogli vincere battaglie senza mai farlo sconfiggere (cosa che, comprensibilmente, lo deprime), dandogli cibo e bevande e generalmente prendendoti cura di lui.
Pichu ha una codina piccola e nera, e l’aspetto di un Pikachu particolarmente “striminzito” e cucciolesco.
Questo ha incrementato la confusione, generando una conflazione mentale del cucciolo e della forma adulta. Confusione incrementata quando anni dopo nel 2014 in Pokemon RubinoOmega/ZaffiroAlpha fu introdotto Cosplay Pikachu, una particolare variante del Pokémon riconoscibile dalla coda nera e dalla capacità di ottenere mosse altrimenti non ottenibili dalla sua specie indossando particolari costumi (Cosplay quindi, dalla attività tipicamente nerd del fan che si traveste da personaggio dei fumetti).
Cosplay Pikachu, variante Pokken
Cosplay Pikachu, come ogni forma del topolino mascotte ebbe un successo abnorme, tale da diventare uno dei personaggi giocabili di Pokken, il picchiaduro della saga, dove la Pikachu (è una femminuccia) appare nella sola forma da Luchador messicana, comparendo così sui cabinati e sul materiale promozionale dei tornei annuali di Pokémon (dove Pokken era tra le discipline giocabili fino al 2022), popolarizzando quella che di fatto è diventata una forma ufficiale di Pikachu solo dal 2014 in poi.
Pokémon è sempre stato un franchise giovanile, anzi dedicato ad un pubblico di ragazzini, ma con temi soprendentemente maturi: del resto le sue origini sono una versione “moderna” di jGdR come Dragon Quest.
Uno dei Pokémon ottenibili nei giochi di prima generazione era Lapras, una creatura simile ad un tenero mostro di Lockness, ottenibile come regalo in copia unica (non esistevano meccaniche di breeding) al termine di una quest.
Lapras, il (quasi) estinto
Anche in seconda generazione ottenere Lapras non era facile: potevi catturarne uno ogni venerdì nel calendario interno di gioco e basta.
Il Pokedex ti spiegava che era stato
Cacciato quasi fino all’estinzione, questo POKéMON può traghettare la gente sull’acqua.
e
Sono buoni d’animo e lottano di rado, così molti di loro sono facili prede: sono stati decimati.
Rendendolo in prima e seconda generazione un esempio delle varie specie animali distrutte dalla caccia indiscriminata.
Nei capitoli successivi i sensi di colpa sono aumentati, arrivando ai citati ORAS con un Pokedex che descrive gli animaletti come
L’uomo ha portato Lapras alla sua quasi totale estinzione. Si dice che la sera lo si senta cantare malinconico per richiamare i suoi pochi simili ancora in vita.
Ovviamente negli anni si sono moltiplicate le testimonianze di piccoli allenatori pronti ad accoppiare Lapras per “liberarli” in gioco (dinamica in realtà creata per “sbarazzarsi” di pokemon in breeding non venuti perfettamente) cercando di salvare la loro specie.
TPCI ha ascoltato le preghiere dei piccoli fan, ora cresciuti, dandoci in Sole/Luna il seguente Pokedex
Le misure adottate per proteggerlo ne hanno scongiurato il pericolo di estinzione, ma ha finito per moltiplicarsi in modo eccessivo.
Invertendo la lore ma introducendo i pericoli della sovrappopolazione, e creando un continente ispirato alle Hawaii dove i Lapras vengono ora addestrati per fungere da mezzo di trasporto per consentire agli abitanti di un ridente arcipelago di muoversi di isola in isola, rassicurando gli ora cresciuti giocatori che no, non c’è più bisogno di salvare una specie in particolare.
Ironicamente, il tema della generazione successiva, Pokémon Spada/Scudo, primo gioco per Switch, è proprio i mali dell’inquinamento, mostrando diverse forme regionali (Weezing, Corsola) e nuovi Pokémon (Dracovish) che soffrono per i mali dell’inquinamento e dell’industrializzazione selvaggia ed un cattivo divenuto tale non per sete di potere o avidità, ma perché convinto di poter risolvere da solo la Crisi Energetica e l’Inquinamento schiavizzando per l’eternità un Pokémon in particolare, il Drago Velenoso Eternatus, perché col suo potere alimenti tutte le centrali elettriche di una nazione ispirata al Regno Unito (ovviamente fallendo, perché la morale è che non esistono scorciatoie per salvare l’ambiente).
Sempre con UltraSole/UltraLuna fu introdotta una nuova meccanica di gioco: i leggendari di copertina (Solgaleo e Lunaala) diventano in grado di viaggiare per gli Universi Paralleli (ne riparleremo, tenetelo di conto) consentendo di catturare misteriosi Pokémon alieni (ovvero di altri mondi e linee temporali), le UltraCreature.
Esse compaiono anche in Sole/Luna, ma in numero ridotto, come “evasi dai loro mondi”.
Le UltraCreature sono infatti state disegnate con in mente il concetto di usare tutte le idee scartate per i Pokémon delle generazioni passate perché scollegate rispetto ai temi della saga.
Le Ultracreature: Pokemon come non dovrebbero essere
Quando l’inglese James Turner disegnò quindi Buzzwole e Guzzlord e Yusuke Omura disegnò le altre avevano entrambi una sola istruzione: disegnare qualcosa che sarebbe stato scartato perché inquietante in tutte le altre generazioni.
Questo ha creato l’idea di creature aliene persino in un mondo di mostriciattoli tascabili, esuli di mondi così diversi da diventare “subleggendari”: non possono essere accoppiati tra loro, richiedono sfere Poké particolari (non è impossibile catturarli con quelle normali, solo molto più difficile) perché come il giocatore, anche la natura del Mondo di Pokémon rifiuta di considerarli possibili.
Il che ci porta ad una questione sconosciuta a chi si approccia alla saga da poco.
Come per Legend of Zelda, anche Pokemon ha diverse timeline, ed anche qui ci viene descritto un punto di cesura.
Durante il postgame, la “storia dopo la storia” (epilogo giocabile) di ORAS, rifacimento di Rubino e Zaffiro originali per GameBoy Advance, i personaggi discutono se sia più etico distruggere un meteorite che sta per colpire la Terra (contenente il Pokemon Deoxys in stato dormiente) oppure costruire un macchinario alimentato dall’energia Mega (che consente il gimmick della Megaevoluzione) per spedire il meteorite sulla Terra parallella di un mondo parallelo condannando quindi una civiltà che esiste in una linea temporale parallela alla distruzione o alla risoluzione del problema.
Sappiamo che quel mondo parallelo è il mondo di Rubino e Zaffiro originali, e sappiamo da giocatori di lunga data che spedirgli il meteorite avrebbe portato agli eventi come li ricordiamo, con Deoxys che si sveglia sulla Terra in un cratere e lo puoi catturare.
In ORAS però i giocatori decidono per la via più etica e vanno ad intercettare il Pokémon nello spazio.
Da questo capiamo che esistono diverse linee temporali.
Artwork del Team Rainbow Rocket, un’alleanza di versioni alternative di villain dalle infinite dimensioni
La prima è il mondo senza MegaEvoluzioni: quello di Pokemon Rosso/Blu originale, che continua in Oro/Argento, con gli eventi di Rubino/Zaffiro che si verificano contemporaneamente a quelli di Rosso/Blu.
Non c’è mai stata la Grande Guerra descritta in XY (evento in cui AZ, mitico personaggio apparso nell’epilogo di XY e comprimario di Legends Z-A, ha usato la forza vitale dei Pokémon stessi per combattere una “Guerra che finisse ogni guerra” creando un’arma leggendaria ed una versione della Torre Eiffel in grado di invertire i danni causati) e quindi nessun Pokémon ha mai ricevuto il dono della MegaEvoluzione.
La linea temporale continua negli attuali Bianco/Nero e Bianco2/Nero2, ma non nei giochi da ORAS in poi.
La “scomparsa” delle MegaEvoluzioni a partire da Sole/Luna e USUM (dove vengono introdotte solo nel “post-game”, dopo aver finito il gioco) viene giustificata dal fatto che il resto del Mondo delle MegaEvoluzioni (XY, ORAS, USUM, Sword/Shield, Scarlet/Violet, Pokemon Legends, Pokken) è perfettamente a conoscenza di come le MegaEvoluzioni siano nate e Hoenn e Kalos (i continenti di ORAS e XY) sono le uniche a consentire la MegaEvoluzione in un setting controllato (l’Albero Lotta, una arena regolamentata presente in Sole/Luna e USUM) se non a bandirla completamente (Galar e Paldea, i continenti di SwSh e ScaVio) in quanto considerata una pratica crudele che stanca i Pokémon in modo precoce e dalle origini brutali (AZ è passato alla storia come un guerrafondaio creatore di strumenti mortali, ed avendo ottenuto l’immortalità, ha speso il resto della sua vita a cercare di ottenere il perdono dell’umanità, trovandolo solo nella natia Kalos).
Ogni mondo a sua volta ha delle varianti: in USUM compare il Team Rainbow Rocket, creato da una versione alternativa di Giovanni i cui sottoposti sono i leader di ogni organizzazione malvagia apparsa nel Franchise, prelevati da dimensioni parallele dove hanno visto il loro sogno di vittoria realizzato per poi pagarne le conseguenze di persona, rischiando la morte o restando a dominare in un mondo distrutto dalla loro cupidigia e a cui Giovanni, leader del Team Rocket (il primo vero “team cattivo” del franchise) ha promesso un nuovo mondo dove ricominciare o il ritorno nei loro mondi distrutti come punizione.
Una variante è il mondo di Pokopia, che scopriamo essere un mondo distrutto (non spoilererò altro) dove Ditto e i suoi amici hanno deciso di incaricarsi il compito di ricostruire e sanare la natura rovinata dagli esseri umani, ora assenti, nella speranza di farli tornare e ricominciare a vivere assieme, e che sappiamo essere una variante del Mondo senza Megaevoluzioni nel futuro dei giochi originali.
Sempre in USUM compaiono diversi “Ultramondi”, mondi dove catturare Pokémon non presenti ad Alola e dove incontriamo nel “Mondo dell’UltraCreatura” Guzzlord una situazione ironicamente simile a quella di Pokopia (tanto da far pensare ad una fonte di ispirazione): un mondo distrutto dall’incuria umana dove l’ultimo umano rimasto e non fuggito nello spazio ti consegna un Guzzlord ricordandoti di prenderti cura del tuo mondo.
A quanto pare “Non esiste un pianeta B” neppure nel Mondo di Pokemon, ma esistono diverse dimensioni.
Pokemon Masters EX, un altro gioco del franchise, conferma che non solo esistono le due dimensioni principali, più ulteriori dimensioni, ma esistono almeno tre dimensioni del mondo animato.
Ash Ketchum in Masters EX
La dimensione primaria è quella dell’anime di Pokémon come lo conosciamo, quello che si conclude con la vittoria di Ash nella World Coronation Series e la sua incornazione come Campione Mondiale e la consapevolezza che essere un Pokemon Master non è obiettivo ma un traguardo da inseguire per tutta la vita e che ad essa dà senso, dandogli una scusa per continuare a viaggiare per il Mondo di Pokemon anche dopo aver conquistato il Premio Supremo.
Questa dimensione ha una variante nel mondo di I choose you, reboot della serie che ricomincia la storia di Ash dall’inizio del suo viaggio introducendo nuovi personaggi e versioni alternative della gente che ha incontrato.
La terza, ma che potrebbe essere o non essere parte delle altre due, è il mondo di Pokemon Horizons, nuova serie che riparte dalle ambientazioni di Scarlet/Violet con un nuovo cast di personaggi.
Ogni dimensione ha delle sue varianti, spesso presentate già nella serie regolare: in ORAS i villain dei rispettivi team (Team Aqua per Alpha Zaffiro e Team Magma per Omega Rubino) dichiarano che la cartuccia dove l’altro è in vantaggio è da considerarsi un mondo parallelo rispetto a quella dove avviene il contrario ed in una sorta di Sliding Door ogni scelta dei personaggi può creare, o non creare, una linea temporale alternata.
A complicare le cose si aggiunga le pletore di manga, romanzi e pubblicazioni ambientate nel mondo di Pokémon.
Ovviamente, Satoshi Tajiri all’inizio non aveva previsto niente di tutto questo: sappiamo anche che Pokémon avrebbe dovuto chiudersi con Oro/Argento: una sola linea temporale, una sola dimensione, il protagonista del primo gioco trionfatore assoluto che aspetta il suo successore, fine.
Ma fortunatamente per noi, questo non è accaduto in questi ultimi trenta anni.
Partendo di dimensioni parallele, Takeshi Shudo, l’autore della prima serie animata morto prematuramente, aveva scritto un’edizione in romanzo della prima stagione dell’anime da cui si evinceva una sua idea molto più cupa del Franchise.
Takeshi Shudo del resto aveva commissionato la creazione di Lugia, uno dei due leggendari di seconda generazione, e fu autore de Il magico mondo di Gigì, serie nota per avere la prima maghetta protagonista morta di omicidio stradale a random e il celeberrimo Gigi la Trottola (riconoscibile nella prima caratterizzatione di Ash come sin troppo sensibile al fascino femminile per essere un bambinetto decenne e per la caratterizzando di Brock come un donnaiolo nato).
Nell’idea di Shudo il Mondo di Pokémon era ancora peggiore, e i protagonisti avevano problemi decisamente adulti.
Nel mondo di Shudo la disoccupazione e la miseria sono tali che si diventa legalmente adulti a 10 anni (motivo per cui Ash è potuto, anzi ha dovuto partire per il suo viaggio) e il mistero perdurante per tutta la serie e mai risolto del chi sia e dove sia il padre di Ash Ketchum viene risolto nelle prime pagine del romanzo in modo anticlimatico: è un povero fallito partito due volte per il suo viaggio di allenatore e che non ha mai vinto una volta nella vita, non risultando quindi neppure tracciato nelle “statistiche mondali degli allenatori” (quelle che nel finale redatto anni dopo la morte di Shudo divennero la World Coronation Series che ha reso Ash Campione).
Nella continuity di Shudo Delia Ketchum, la bella e giovanile madre di Ash aveva una carriera lanciata da modella (elemento riciclato sempre a morte di Shudo nel ruolo di “Coordinatrice Pokemon”, ragazza che anziché allenare i Pokemon a lottare li allena a posare posando con loro) ma diventare incinta di Ash e dover lavorare nel ristorante di famiglia per mantenerlo mentre suo marito inseguiva fallendo il sogno di diventare Maestro di Pokémon ha spezzato i suoi sogni in modo tale da provare risentimento per aver dovuto crescere Ash da sola, sia pur credendo che potrà diventare “Il migliore sai, come nessuno è riuscito mai”, riscattando una famiglia di poveri falliti.
Illustrazione del romanzo
Biancavilla/Pallet Town deve infatti il nome ad un antenato del Professor Oak, unico abitante di Pallet a raggiungere la metà classifica nella WCS, che per una città di poveri falliti lo rendeva una celebrità locale, con Ash che ha speso la vita sognando di tornare da campione e proporre di ribattezzare la città per far sfregio al suo amico divenuto rivale (e nell’anime di nuovo amico) Gary Oak, la cui inimicizia viene spiegata da Shudo come essere rispettivamente il figlio del peggior fallito della città e il nipote del VIP più importante.
Shudo si spinge in momenti di pessimismo a descrivere come il Team Rocket sia reso possibile proprio dalla miseria Dickensiana di Kanto e come la gag dell’anime di tutte le infermiere e poliziotte come graziose fanciulle imparentate tra loro sia giustificata dal fatto che diventare allenatore di Pokémon è visto come un sogno tipicamente maschile, ma per un allenatore che “sfonda” restano centinaia di disadattati privi di istruzione e cultura ed incapaci di integrarsi nel mondo del lavoro.
Alcuni momenti ammorbiditi nell’anime nella mente di Shudo erano particolarmente grevi: Misty, decenne, dichiara vedendo Ash di sentirsi “già destinata alla sfortuna coi ragazzi”, e l’episodio in cui Ash contempla di far evolvere Pikachu in Raichu per sfidare il Tenente Surge e vincere una medaglia nell’anime viene risolto con Pikachu che decide di voler provare a combattere “con le sue forze” ma nel romanzo giustificato col fatto che l’evoluzione avrebbe avuto il 50% di possibilità di uccidere sul posto la mascotte della serie o annientarne i poteri.
Sempre al momento di affidare a Shudo l’anime, Game Freak ebbe un problema: dare al protagonista uno dei tre Starter Pokemon di Kanto avrebbe scontentato due terzi dei piccoli giocatori.
Decisero che Ash Ketchum avrebbe “perso la corsa della vita” arrivando tardi alla scelta dello starter, ricevendo un Pokemon comune eppure forte e capace.
Clefairy
Fu brevemente considerato Clefairy, all’epoca Pokemon di tipo normale e ben recepito nei manga.
Clefairy aveva un problema: era rosa e si temeva sarebbe stato mal percepito dai maschietti.
Si decise per Pikachu: un topolino reperibile facilmente in gioco, tenerello per le piccole spettatrici e dai grandi poteri che avrebbero fatto di lui un protagonista perfetto per i ragazzini a cui la tradizione nipponica associava storie di azione.
E così abbiamo avuto Pikachu.
La moderazione AI sui social si regge sui più deboli: il prezzo della AI è che essa non cade dal…
Nintendo porta in tribunale gli USA, una volta e mezzo, se non due. Viviamo in tempi strani, e tutte e…
Ci segnalano i nostri contatti un post X che con malcelato (e francamente fuoriluogo) compiacimento descrive una giornalista Iraniana che…
Ci segnalano i nostri contatti una foto di Francesca Albanese che piange la morte dell'Ayatollah. Si tratta ovviamente di un…
Ci segnalano i nostri contatti un post social con la storia di Mehdi Taremi che vuole tornare in Iran per…
Ci segnalano i nostri contatti un post che ritrae "uno sbronzo crucco con la birra in mano che batté le…