“Tu leggi sul tablet, io lavo i piatti”: una frase all’apparenza innocua. Ma non contestualizzata in una vignetta evidentemente
E quando LaboDif, Laboratorio della Differenza descrive la vignetta contenuta nel testo In Forma Semplice e Chiara, edizioni Mondadori, non lo fa certo trattenendo i pugni.
La vignetta viene così descritta, e come tale sostenuta dalla rete, come un ammasso di stereotipi imbecilli.
“Tu leggi il tablet, io lavo i piatti”
La locuzione “Tu leggi sul tablet, io lavo i piatti” viene infatti accompagnata da una bizzarra scenetta che pare presa di peso dalle pubblicità anni ’50, quelle beceramente sessiste riflesso di una società ancora piuttosto acerba (eufemismo) nei rapporti umani
Lo spot della Battaglia Navale Milton-Bradley (ora sussidiaria della Hasbro)
Le somiglianze tra le due immagini non sono sfuggite all’indignazione socale e collettiva: in entrambi i casi abbiamo un maschio, l'”uomo di casa”, intento a sollazzarsi con gli svaghi della modernità (nel caso moderno, il padre di famiglia si balocca con un tablet leggendo la libreria di libri in formato elettronico ivi contenuto, nel secondo caso si svaga giocando col figlio con una versione moderna della Battaglia Navale, fiero ma imbarazzato dalla sua bravura).
In entrambi i casi abbiamo la donna inchiodata ad un ruolo “tradizionale”, sorridente e felice dell'”opportunità” di poter indossare i guanti di gomma e pulire piatti e stoviglie.
Persino le somiglianze nell’abbigliamento sembrano evidentissime: il padre, elegantissimo nel suo gilet smanicato come un Mr. Rogers fuori tempo massimo (Mr. Rogers che, al contrario, credeva fortemente in eguaglianza e parità), la madre dimessa nel suo prendisole con eterno grembiule da brava massaia compaiono in entrambe le scene identici, a distanza di quasi sessanta anni.
Ad aggiungere al fuoco dell’indignazione compare, sulla scheda di vendita del manuale scolastico, la seguente indicazione
“Tu leggi sul tablet, io lavo i piatti” … eppure il testo aderisce al Codice Pari Opportunità
Secondo cui gli editori aderenti all’AIE si impegnano a evitare messaggi anche implicitamente portatori di discriminazioni di genere.
Obiettivo che, evidentemente, il lettore medio non ritiene assolto da una vignetta esemplificativa che ricalca in pieno gli stilemi grafici dell’America degli anni ’50, quella delle piu-up e degli “Angeli del Focolare”.
“In relazione a quanto emerso sul testo di Marcello Sensini, ‘In forma semplice e chiara’, Mondadori Education – si legge – sottolinea che da sempre riserva grande attenzione alla correttezza delle proprie pubblicazioni, sotto ogni punto di vista. L’esempio citato va collocato nel contesto di un’opera che nella sua interezza dimostra naturalmente un approccio non condizionato da stereotipi di alcun genere”. Poi la promessa: “Sarà comunque cura della casa editrice aggiornare l’immagine nella prossima ristampa del volume”.
Mondadori rigetta ogni accusa di diffusione di stereotipi di genere, quindi, ma a ogni buon conto provvederà, sempre in aderenza al Codice Polite Pari Oppurtunità, a rivedere la vignetta.
Confidiamo, questa volta, con un testo meno fraintendibile e che non di adito a ulteriori polemiche che poi riempiranno la nostra cassettina delle segnalazioni
Rarissima illustrazione di un nostro incaricato che ritira le segnalazioni (Gegege no Kitaro, copyright Shigeru Mizuki Pro, Toei ed altri aventi diritto)
Basta infatti molto poco per fare un gran casino, e basta ancora meno per rimediare.
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