Dopo la chiusura di 23 realtà social colpevoli di aver diffuso odio e disinformazione tra gli utenti web, veicolando in un certo senso l’opinione pubblica e le scelte elettorali, TPI News rilancia un elenco ancora più lungo di pagine fake ancora attive. In un articolo pubblicato oggi, 14 maggio, gli autori fanno presente che il percorso da fare per combattere la disinformazione a mezzo social è ancora lungo e per questo citano, oltre alla nostra black list, anche la lista nera dei colleghi di Butac.it.
Vi riportiamo di seguito l’elenco delle pagine fake curato da TPI:
Come ci ricorda Repubblica, l’indagine che ha portato alla chiusura di 23 pagine Facebook è stata condotta dalla ONG Avaaz che nel report in lingua inglese ha citato il nostro staff e i colleghi di Butac.it. Oggi TPI rincara la dose e ci fa notare quanto sia ancora diffuso il fenomeno e, in chiusura, propone un metodo gratuito e naturale per combattere le fake news:
Il primo modo per difendersi dalle fake news resta però un metodo offline: respirare prima di condividere e verificare la notizia su altri siti.
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