Oggi è stato superato l’Overshoot Day Italiano, anche se al riguardo c’è un po’ di confusione.
Sappiamo dalla stampa che l’Overshoot Day dovrebbe rappresentare il giorno in cui l’Italia ha finito le risorse a disposizione per durare un anno, e quindi siamo andati “in perdita”.
Non è esattamente così: possiamo però perdonare i vari titoli giornalistici per una imprecisione che oseremmo definire veniale.
L’Overshoot Day non è il giorno in cui l’Italia finisce le proprie risorse ma il giorno in cui il mondo avrebbe raggiunto l’Overshoot Day se tutte le nazioni al mondo si comportassero esattamente come noi.
Differenza sottile certo, ma anche esiziale: consente infatti sia di misurare empiricamente il frutto delle nostre azioni che individuare modelli virtuosi tra le nazioni del mondo.
Non tutti i paesi hanno un “Overshoot Day”: averlo significa che l’abitante medio della nazione suddetta ha una Impronta Ecologica superiore alla sua biocapacità.
In parole più semplici, parliamo di paesi il cui abitante medio consuma più risorse di quelle che riesce a reintegrare nell’ambiente.
Esattamente come un “malato dello shopping” che si ritrovi a fare acquisti con la sua carta di credito ad una velocità maggiore rispetto a quella con la quale riesce a integrare il suo conto corrente.
I risultati sono sorprendenti.
Succede quindi che tra le nazioni “sperperatrici” l’Italia è nel mezzo
Superato l’Overshoot Day Italiano: cosa significa, cosa implica
Ci sono nazioni che, oggettivamente, sono anche messe molto peggio di noi.
Se tutto il mondo funzionasse come il Qatar, l’impronta ecologica di ognuno di noi sarebbe improntata al consumo delle risorse rapidissimo. Così rapito che l’Overshoot Day globale arriverebbe il 10 Febbraio, seguito dal 14 Febbraio del Lussemburgo.
Ci troviamo sostanzialmente vicino al resto d’Europa.
In tempi di guerra ci verrebbe spontaneo confrontare i dati di Russia e Ucraina: a giudicare dalle rispettive impronte medie, se il mondo consumasse come la Russia, saremmo all’OD il 19 Aprile. Se consumasse come l’Ucraina, ci arriverebbe il 27 Agosto.
Virtuoso tra i “consumatori” è la Jamaica, che porterebbe col suo stile di vita il mondo a consumare le sue risorse per l’anno quasi in tempo, il 20 Dicembre.
Naturalmente parliamo di un sistema che definiremmo “spannometrico”: le diverse risorse del mondo si rigenerano con tempi diversi, e ogni “stile di vita in media” dipende da una infinità di fattori.
Comunque il punto è un calcolo, “a occhio”, creato per cercare di rendere palese il bisogno di non maltrattare troppo la palla di fango dove viviamo.
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