Bisogna darci un taglio, una volta per tutte, a proposito di quanto avvenuto all’Ospedale di Sondrio, dopo le prime notizie riportate alcuni giorni fa a proposito di presunti commenti razzisti su una madre nigeriana che aveva appena perso una bambina di cinque mesi. Proviamo a spiegarci una volta per tutte, perché oggi si rincorrono voci riguardanti le testimonianze dei medici e addirittura dei Carabinieri, secondo cui non sarebbe avvenuto nulla di tutto ciò. La situazione dovrebbe essere chiara a tutti, al di là delle proprie preferenze politiche.
In sostanza, ad oggi 19 dicembre abbiamo la testimonianza di una ragazza, legata alle sardine, che ha raccontato di aver ascoltato con le proprie orecchie gli insulti razzisti di cui tanto si parla da alcuni giorni a questa parte. Tristemente destinati alla donna nigeriana che aveva appena perso la propria bambina di cinque mesi. Ci sono prove inconfutabili a sostegno di questa tesi? No. Ci sono prove altrettanto chiare per definire tutta questa vicenda una “fake news”? No.
In realtà, quest’ultimo “no” è ancora più forte. Non perché si voglia credere ad una tesi, rispetto all’altra. Semplicemente, chi parla di Carabinieri e medici che non hanno ascoltati i noti commenti, menziona soggetti che in quel momento non si trovavano nella sala dove sarebbe avvenuto il fatto. Insomma, una di quelle storie dove non avremo mai la verità assoluta, ma quantomeno quella della ragazza resta una testimonianza diretta, rispetto a quelle di chi si trovava in altre stanze della struttura dopo il decesso della bimba.
Senza ulteriori prove a sostegno di una tesi o dell’altra, dunque, sarebbe il caso di archiviare una volta per tutte la questione dell’Ospedale di Sondrio, lasciando la madre della bambina di cinque mesi al proprio dolore dopo aver perso una creatura tanto piccola.
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