Arrivano studi particolarmente interessanti in queste ore a proposito dell’approccio avuto sui social dalla Lega e da Lucia Borgonzoni, in vista della tornata elettorale in programma a fine mese in Emilia Romagna, con un particolare riferimento al caso di Bibbiano. Questione, quella emersa questo giovedì e trattata da una fonte come il Corriere di Bologna, che in qualche modo conferma la storia del pizzino sulle parole di Salvini, in cui ai vari candidati venne richiesto esplicitamente di battere molto sul caso Bibbiano durante la campagna elettorale.
Borgonzoni
Andando con ordine, c’è dapprima uno studio riportato anche da Next Quotidiano, secondo cui ci sarebbero state ben 21 inserzioni a pagamento pubblicate dalla Lega, sfruttando in questo particolare contesto la pagina della Borgonzoni. Secondo le informazioni frammentarie fornite da Facebook, che lo ricordiamo in questi casi rende pubblica solo una “forbice di budget investo”, a partire dallo scorso 4 gennaio sarebbe stata superata la soglia dei 9.000 euro. Ovviamente nulla di illegale, ma questi numeri la dicono lunga sull’approccio social adottato dal partito.
Scendendo poi ulteriormente in dettagli, pare che un post incentrato sulla figura del presidente della Regione, Stefano Bonaccini, definito come “in fuga da Bibbiano”, abbia raccolto il 31% delle 70-80 mila visualizzazioni su Facebook e Instagram. A detta della fonte (questo al momento ancora non lo abbiamo verificato), il suddetto post su Bibbiano sarebbe stato creato per essere visto soprattutto giovani tra i 13 e i 17 anni.
Questione, quella delle spese e delle raccolte fondi, tirate in ballo dalla stessa Borgonzoni qualche giorno fa come abbiamo avuto modo di constatare con un articolo apposito. Di sicuro i numeri ed il target emersi in queste ore faranno molto discutere fino al termine della campagna elettorale, soprattutto se pensiamo al fatto che la questione Bibbiano in realtà sia stata molto ridimensionata dalle autorità in un secondo momento.
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