Polemiche molto accese oggi 5 novembre, soprattutto sui social, a causa di una frase pronunciata dall’assessore leghista Leonardo Binda in un contesto privato. In rete, infatti, sta circolando il video che ci mostra il ragazzo durante un gioco con amici. Binda è reo di aver utilizzato in modo inopportuno la parola “negro”, nel rispondere ad una domanda banale, al punto da alimentare la questione razzismo a poche ore dal nostro ultimo aggiornamento riguardante la vicenda di Mario Balotelli a Verona.
Un cartellino in fronte con una foca, mentre il suo compito era quello di indovinare cosa fosse raffigurato nell’immagine in questione. Per farla breve, una persona vicina a Leonardo Binda gli ha dato un’indizio, affinché potesse indovinare il nome dell’animale raffigurato nell’immagine posta sulla sua fronte: “Qual è quell’animale grasso…che vive in acqua?“. La risposta dell’assessore leghista ha scatenato un putiferio: “È un negro“. Notizia vera, dunque, come del resto riporta anche Repubblica.
Tanto è bastato per alimentare le polemiche sul binomio Lega-razzismo, considerando lo storico approccio da parte del Carroccio sul tema dell’immigrazione. Il video ha iniziato a circolare su Instagram, mentre su Facebook alcuni personaggi politici ne hanno parlato poco fa. Vedere per credere il post di Anna Rita Leonardi: “Lui è Leonardo Binda, classe 1998, assessore leghista del comune di Orzinuovi (Bs). In un video diffuso in rete, alla domanda su “quale animale grosso nuota nell’acqua” ha risposto “un negro”! Questi sono i leghisti. Razzisti, bulli e pericolosi. È questo ciò che volete per il nostro Paese?“.
Dato il particolare momento che stiamo vivendo in Italia, è probabile che si parli per un po’ dell’uscita infelice di Leonardo Binda, nonostante lui si sia difeso evidenziando il contesto privato dell’accaduto. A quanto pare, il sindaco di Orzinuovi, Giampietro Maffoni di Fratelli d’Italia, sta valutando se ritirargli le deleghe a servizi culturali, politiche giovanili e biblioteca civica. Il video originale lo trovate su Repubblica.
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