Precisazioni

Sbagliato parlare di lockdown in Corea del Sud per Coronavirus: chiariamo il caso Seul

Alcune testate e, di conseguenza, diversi utenti sui social, oggi 28 maggio parlano incautamente di lockdown in Corea del Sud. Questione molto calda, in quanto si tema il ritorno del Coronavirus su larga scala a Seul e nelle zone limitrofe, ma come abbiamo osservato pochi giorni fa con la questione delle scuole in Francia, bisogna andarci piano coi titoloni. Ecco perché abbiamo approfondito le notizie riportate dai Media italiani, esaminando anche quanto specificato dalle fonti. Vediamo pertanto come stanno le cose da quelle parti.

Questione lockdown in Corea del Sud e Coronavirus a Seul: le precisazioni del caso

Una testata molto citata quest’oggi, ad esempio, è The Guardian. Qual è il succo del discorso? Dobbiamo realmente temere il ritorno del Coronavirus a Seul, con relativo lockdown in Corea del Sud? Al di là dei titoli sensazionalistici, approfondendo la vicenda si scopre che non è vera la storia della nuova chiusura. O, quantomeno, la situazione non è così drammatica come si potrebbe pensare a primo impatto con alcuni articoli apparsi qui da noi.

Partiamo col dire che la questione riguarda un focolaio che ha preso piede nei pressi di Seul. Stiamo parlando di circa 70-80 casi, che non hanno portato ad alcuna chiusura totale. La macchina che si è messa in moto, dunque, non riguarda il lockdown in Corea del Sud, ma una serie di avvertimenti alla popolazione, al fine di evitare di recarsi presso determinati luoghi chiusi (possibili aree di contagio). Incentivando al contempo lo smart working.

Aggiungiamo che la decisione è arrivata, in quanto le autorità non sono riuscite ancora ad effettuare 3600 tamponi ai casi sospette che sono entrati in contatto con le prime 70 persone. Insomma, questione decisamente da ridimensionare, al netto del fatto che siano scattati tutti gli alert del caso. Dunque, è esagerato parlare di lockdown in Corea del Sud e di chiusura di Seul per Coronavirus al momento.

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