Ristoratore annuncia sui Social che non controllerà il Green Pass: un adagio sui Social dichiara che non c’è alcun bisogno di un “potere forte” che ci spii. Ormai siamo così abituati ai Social da raccontare costantemente e senza filtri tutto quello che facciamo nella nostra vita, comprese cose che probabilmente in pubblico non racconteremmo.
Oppure, siamo pronti a rinunciare ad ogni scintilla di privacy e segretezza diventando megafoni di ogni nostra azione. Non importano le conseguenze.
La nostra storia comincia a Sestri Levante, dove un ristoratore annuncia di voler organizzare un giorno in cui non controllerà il Green Pass, con espresso riferimento alla fake news che vede il Green Pass come una violazione della Privacy e una menzione alle “leggi del creato” viste in alcune teorie come quella del c.d. “Popolo Unico”.
Il ristoratore si spinge fino ad indicare con puntuale precisione il giorno in cui questo evento avverrà: sabato 19 febbraio.
L’invito pubblico non passa inosservato: del resto anche i Carabinieri sono “anime umane”, e decidono di presentarsi anche loro.
L’esito si scrive da solo.
I Carabinieri, titolati ai controlli di rito, fanno esattamente quello che gli viene chiesto.
L’esercente e ventinove clienti subiscono la contestazione della violazione delle norme contro il contrasto alla Pandemia: su trentacinque di loro infatti solo sei hanno esibito il Green Pass richiesto.
I NAS hanno inoltre riscontrato ulteriori violazioni di carattere igienico-sanitario, per un totale di 3000 euro di multa.
Del resto, anche i Carabinieri erano stati “invitati”.
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