Precisazioni

Rimini, consigliere leghista investe l’Imam sulle strisce

Un attimo di distrazione o un momento di fatalità: è tutto quello che ci vuole perché un sinistro stradale venga in essere.

Un momento che distrugge per sempre almeno due vite: la vita di chi è al volante, per sempre colpito dal rimorso per quello che avrebbe potuto o non potuto fare e la vita della vittima, spezzata o cambiata per sempre.

Ci sono momenti in cui vorremmo tornare indietro e non possiamo, vorremmo cambiare il passato e sentiamo di non avere più un futuro luminoso: questo è quello che prova chi era dietro al volante in questi momenti.

E ci sono momenti in cui siamo solo fragili gusci in balia del destino. Oggi ci siamo, ed oggi non ci siamo più, e a nessuno è dato in sorte sapere se l’attimo di salute che godiamo sarà l’ultimo. Questo è quello che prova chi era dall’altra parte del parabrezza in quei momenti.

È stata una tragica fatalità andavo pianissimo, è una strada che faccio quotidianamente. Io non avevo mai avuto incidenti in tutta la mia vita, non avevo bevuto, non sono il tipo da correre in auto. Adesso l’unica cosa che importa è che l’uomo guarisca al più presto. Mi interessa solo la sua salute, mi interessa solo che torni alla sua vita di prima. È stata una fatalità, prego per lui

Ripete ai microfoni del Resto del Carlino C. Grotti, consigliere in quota Lega, coinvolto in un sinistro stradale da lui descritto così:

Andavo a 30 chilometri all’ora e me lo sono trovato davanti, a un metro, all’ultimo secondo. Ho tentato di frenare in tutti i modi, ma l’ho colpito

La vittima è O. Farouk, 49 anni, originario del Bangladesh, presidente del Centro islamico di corso Giovanni XXIII.

Sbalzato dall’impatto con la Jeep Renegade di propretà del Grotti, giace in un reparto di Medicina d’Urgenza all’Ospedale Bufalini di Cesena. Assistito dalle preghiere del suo involontario investitore e di tutti coloro che speriamo, abbiano pietà per due vite che il destino ha voluto incrociare con un filo crudele.

Grotti, neosposo, non poteva sospettare cosa sarebbe successo precipitandolo dalla felicità al dolore. Farouk, impegnato nella comunità, non poteva sapere che sarebbe presto finito a lottare per la sua vita.

Vergogna, infinita vergogna per chi, sui social in queste ore, si fa beffe di tanto dolore, e non possiamo che aggiungere anche le nostre preghiere, ricordandovi in questi giorni di traffico estivo l’importanza della sicurezza stradale ed in questi giorni di odio il balsamo della pietà.

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Tags: imamleghista

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