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Ricattati dai truffatori gli acquirenti dei Green Pass falsi

Ricattati dai truffatori gli acquirenti dei Green Pass falsi è una storia assai educativa i cui esiti avevamo previsto.

Avevamo già fatto notare in passato come la sostanziale infalsificabilità del Green Pass (il QR Code usa delle chiavi di verifica su un database sottratto alla disponibilità dell’eventuale falsario) era già una “bandiera di allarme di suo”.

E che abbiamo assistito con sgomento ad orde di “nopass” pronti a giurare che il Green Pass ledeva le loro libertà e la loro privaci fare a gara a fornire documenti di identità e dati personali e tracciabili ad anonimi.

Cosa poteva andare storto? Ve lo svela il buon Matteo Flora in un “rocchetto di filo Twitter”

Ricattati dai truffatori gli acquirenti dei Green Pass falsi

Per i più pigri riassumeremo la vicenda: è andata esattamente come previsto.

Arrivati al fatidico appuntamento del 6 agosto, i nostri “amici”, tronfi dei loro passaporti vaccinali falsificati, si sono resi conto che non funzionavano, che non potevano funzionare.

E qui comincia la parte della vicenda degna dell’intervento della Nemesi della Tragedia Greca, la Dea Vendicativa che punisce le scorrettezze con una via di mezzo tra il Contrappasso Dantesco e un episodio della saga di Saw l’Enigmista.

Così, nel capitolo successivo della vicenda, molti acquirenti di Green Pass tarocchi truffati hanno minacciato di denunciare i loro falsari.

Ma i falsari hanno risposto ricattandoli, chiedendo loro somme addizionali per non consegnare tutti i dati che essi stessi hanno fornito alla Polizia Postale, al Ministero della Sanità e, sostanzialmente, a tutti gli enti che potrebbero denunciarli.

Aggiungendo alla minaccia di denuncia anche quella di c.d. “dox”, ovvero di diffondere sul Deep Web tutti i dati personali ottenuti.

Aprendo così al possibile scenario di un “nopass” alla ricerca di un Green Pass falso che si troverà a spiegare come un trafficante di droga o contenuti pedopornografici abbia aperto account e conti corrente usando la sua carta di identità e Tessera Sanitaria.

Confidando magari nella loro irrintracciabilità, magari in una forma 2.0 del Sansone che decide di abbattere il tempio, condannandosi a morte certa ma portare con sé all’altro mondo tutti i Filistei che lo angariavano.

Il piano B degli acquirenti dei Green Pass falsi, invero, ci pare altrettanto asinino: provare a corrompere medici e farmacisti.

Cosa potrebbe, nuovamente, andare storto?

Immagine di copertina tratta dai Tweet di Matteo Flora.

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