Editoriale

Prigozhin grazia Putin: la guerra civile è rimandata, ma il seguito?

Alla fine Prigozhin grazia Putin. la “guerra civile” annunciata, lo spargimento di sangue annunciato in modo roboante sono evaporati in una bolla di sapone. Ma non senza conseguenze.

Prigozhin grazia Putin: la guerra civile è rimandata, ma il seguito?

Succede che avevamo già previsto stamattina come osservare la Russia dalle “fonti russe” sia un evento impossibile: stiamo osservando una storia inaffidabile in mano ad un narratore inaffidabile.

Eppure mai come ora il rischio c’è stato. La Wagner era in marcia verso Mosca, Putin era già pronto a chiedere le teste dei traditori della patria e poi? E poi niente.

Prigozhin grazia Putin: la guerra civile è rimandata, ma il seguito?

I paramilitari di Wagner fanno marcia indietro e si preparano a tornare nelle loro basi, perché “è arrivato il momento nel quale si rischia di versare sangue russo”: lo ha annunciato Evghenij Prigozhin, capo del gruppo, in un messaggio diffuso su Telegram. La comunicazione ha seguito l’annuncio da parte del servizio stampa del presidente bielorusso Aleksandr Lukashenko di un’intesa per “una de-escalation” della crisi in Russia. L’accordo sarebbe stato mediato da Minsk con il consenso di Vladimir Putin. “Oggi non abbiamo versato una sola goccia del sangue dei nostri combattenti” ha riferito Prigozhin. Poi, dopo il riferimento al rischio di scontri e vittime, ha aggiunto: “Dal momento che ci rendiamo conto di tutta la responsabilità del fatto che può essere versato sangue russo, facciamo tornare indietro le nostre colonne, verso le basi, secondo i piani”.

Ci riportano tutte le agenzie di stampa.

Il che comunque, al netto dell’inaffidabilità delle “fonti russe” è un colpo di scena inquietante.

Questo non è un film: è la vita vera. La vita di persone che vivono e muoiono. Ma in questo momento abbiamo un Putin che mette in campo la suprema minaccia e viene mostrato agli occhi dell’opinione pubblica come incapace di metterla in atto.

E un Prigozhin che ha dimostrato di poter marciare verso la Russia “senza perdere una goccia di sangue” e che si presenta come un leader magnanimo e giusto.

E i Ceceni che avrebbero dovuto intervenire nello scontro epocale che non c’è mai stato bloccati nel traffico come Fantozzi in vacanza.

Il tutto condito dai commenti social di chi è pronto a giurare che la Wagner sia pagata dalla NATO ed ora dovrà trovare una nuova giustificazione all’assurdo imponderabile.

Il tutto dinanzi ad una Simonyan che dovrà passare dall’ipotizzare l’intervento occidentale a dover spiegare perché il “gran traditore Prigozyn” in realtà continuerà a fare un po’ quel che vuole.

Perché in fondo vale anche la tua capacità di mantenere quello che prometti o minacci: chi prenderà sul serio la prossima minaccia dello Zar se Prigozyn tornerà dalla sua allegra scampagnata non solo senza conseguenze, ma rafforzato nella leadership?

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