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Ecco il testo dell’editoriale di Pertini del 30 giugno 1949 pubblicato da “Avanti!”.
L’Europa e il Piano Marshall
I federalisti che nell’Unione Europea avevano visto la base dei futuri Stati Uniti d’Europa, prima ancora di quanto ci si aspettasse hanno dovuto riconoscere il fallimento del loro sogno.
È chiaro infatti che una Federazione Europea per poter essere politicamente realizzata debba innanzi tutto trovare la sua attenzione nel settore economico-finanziario. Ora, fuori di tutte le assemblee interparlamentari, vere accademie inutili fatte solo per soddisfare vani esibizionismi, si constata che mai come oggi nel campo economico-finanziario vi è stato così forte contrasto fra i paesi dell’Europa Occidentale.
Uno dei presupposti per dar vita ad una Federazione Europea è sempre stato quello d’una moneta comune o di monete nazionali però convertibili l’una nell’altra a prezzo stabile, invece questo appare più che mai un segno irrealizzabile oggi di fronte alla lotta senza quartiere tra dollaro e sterlina, lotta che ha appunto come terreno e preda questa povera Europa Occidentale. L’Inghilterra e l’America sono sotto l’incubo d’una grave crisi economica e cercano una via di salvezza nello sfruttamento dell’Europa Occidentale, che finiranno per trascinare nella loro stessa rovina. I due Paesi e le nazioni europee ad essi legate economicamente attraverso il Piano Marshall si avviano verso l’abisso di una crisi simile a quella del 1929 con tutte le gravi conseguenze che ancora si ricordano. (Non abbiamo fatto che parafrasare quanto in proposito ha scritto l’ “Evening Standard”).
Ormai a tutti è noto che l’Unione Europea e gli organismi derivanti dal Piano Marshall non sono l’espressione spontanea della volontà e delle esigenze dei popoli europei, bensì sono stati artificiosamente creati con lo scopo politico di fare d’un gruppo di nazioni europee uno schieramento in funzione antisovietica, e con lo scopo economico di fare dell’Europa Occidentale un campo di sfruttamento della finanza americana. Ma anche l’Inghilterra, che naviga in così cattive anque, cerca di salvarsi a spese di questa Europa Occidentale esausta. Di qui il contrasto fra dollaro e sterlina.
E i popoli, in balia di questi egoismi, hanno dinanzi a sé due spettri, la fame e la guerra. Le classi dirigenti dell’Europa Occidentale, di oltre Manica e di oltre Oceano sono troppo prese dai loro particolari interessi, per poter risolvere i problemi che angustiano giorno per giorno le masse lavoratrici. In America si è giunti ormai a quasi 6 milioni di disoccupati, nell’Europa Occidentale questo male va assumendo proporzioni preoccupanti.
È un vecchio mondo destinato a perire per le contraddizioni che porta in se stesso. E non vi sono Patto Atlantico, Unione Europea, Piano Marshall e Vaticano che possano arrestare il cammino del mondo nuovo, i cui rappresentanti sindacali sono oggi riuniti a congresso a Milano. Mentre il vecchio mondo si logora nei suoi insanabili contrasti, in queste lotte di feroci egoismi, scavandosi con le sue stesse mani la fossa; il mondo nuovo paziente, tenace e vigile fa la sua strada e perfeziona la sua opera. E dove passa sono i privilegi e la miseria che scompaiono ed è il lavoro che trionfa.
“Avanti!”, 30 giugno 1949.
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