PRECISAZIONI 50 Italiani chiedono asilo, la Caritas: aiutiamo solo gli immigrati

Questo è il classico caso notizia da precisare, nel senso che ha una pur minima base di fondamento a cui, malignamente, si aggiunge un pezzo assolutamente gratuito.

Siamo a Catania, a cavallo tra Novembre e Dicembre, e un agguerrito gruppo di manifestanti si raduna nella Piazza del Duomo, ai piedi della bellissima Cattedrale di Sant’Agata.
I cittadini contestano il Sindaco di Catania, Enzo Bianco: stando ai loro racconti il Sindaco, in carica dal 2013, avrebbe annunciato, sin dalla campagna elettorale, lavori e case per tutti, specialmente per le famiglie con maggiori difficoltà, in gran parte risiedenti nei quartieri periferici (periferia dalla quale per altro è arrivata la gran parte dei voti a suo sostegno).


Non essendo stati accolti, né ascoltati, da qualche carica competente, 25 famiglie, tutte provenienti dalla periferia (circa una 40ina di persone), si sono accampate sul sagrato della chiesa in segno di protesta, lamentando di non avere una casa né un lavoro.
Inizialmente, la chiesa, sembra aver accolto le persone per la notte del 29 novembre, salvo poi respingerle quasi tutte all’esterno, la mattinata successiva, trattenendo al suo interno solamente i casi più meritevoli di cura.


Indignata, la folla ha continuato la sua occupazione della scalinata davanti alle porte del Duomo, tanto da costringere monsignor Barbaro Scionti, parroco della Cattedrale, a trasferire la celebrazione della Santa Messa nella Basilica Collegiata.

“Quello che mi disturba è che una grana dell’amministrazione stia ricadendo su di noi…”

dichiara dolente il parroco, che per timore di un’eventuale lentezza burocratica non voleva che il Duomo divenisse dimora perenne dei senzatetto.
La Caritas Diocesana ha costantemente operato con le famiglie all’esterno del Duomo, mentre non sono riusciti a raggiungere le persone al suo interno, essendo state sbarrate le porte.
La fase di stallo è continuata fino al 6 dicembre, giorno in cui la chiesa ha spalancato le sue porte alle famiglie sul sagrato, in seguito ad un incontro del parroco Scionti e dell’Arcivescovo Salvatore Gristina con la Prefettura e l’Amministrazione Comunale. Il Duomo oramai era “chiuso” al pubblico e l’occupazione esterna non accennava a placarsi, né accettava tavoli d’intesa. Alcune persone all’interno della chiesa versavano oramai in gravissime condizioni, complice anche il rifiuto di cibo e di cure attuato da alcuni, in segno di protesta. Questo ha reso indispensabile l’apertura della chiesa a tutti.
http://www.grandangoloagrigento.it/ventina-senza-casa-occupano-duomo-catania

https://www.avvenire.it/attualita/pagine/catania-duomo-aperto-ai-senza-casa-ma-serve-una-soluzione
http://www.caritascatania.it/node/494

La notizia in questione, bisogna premettere, è stata scritta e presa in analisi prima del 6 dicembre, quando la chiesa era ancora interdetta alle famiglie bisognose sulla scalinata del Duomo.


La Caritas ha smentito aver dichiarato che gli aiuti sono possibili solo per gli immigrati, in quanto beneficiano di appositi fondi, tuttavia, spiega in una nota, che due rappresentanti dei manifestanti si sono presentati all’help center di Catania, chiedendo di poter portare all’esterno della mensa dei pasti e questo non è possibile se non attraverso il sistema di consegna che Caritas utilizza per distribuire i pasti all’esterno. I due avrebbero dunque deciso, autonomamente, di non accedere a servizio mensa fornendo, successivamente, false dichiarazioni alla stampa.

Fonti Caritas

La foto che è stata usata per sottolineare la presenza di immigrati in chiesa,  non si riferisce all’interno del Duomo di Catania dove, lo ricordiamo, la maggioranza dei manifestanti era catanese.

Si tratta della foto della chiesa di Codevigo (Padova) dove un gruppo di migranti provenienti dall’hub di Cona è stato accolto per 48 ore.

Video
Un vicenda, comunque la si voglia guardare, triste che, speriamo, trovi presto una soluzione.

Altra particolarità è il numero di manifestanti: da 50 a 10 secondo alcune fonti.

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