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Pirati rubano chiavi accesso ChatGPT4: rubati accessi premium

Pirati rubano chiavi accesso ChatGPT4, perché abbiamo già visto come i servizi “premium” di OpenAI siano il nuovo oggetto del desiderio. Già in Italia durante il periodo del blocco alle utenze italiane c’era gente pronta a munirsi di VPN per avere accesso ai servizi gratuiti, mentre in Russia c’era chi dava la caccia a modi per ottenere le desiderate (e impossibili da ottenere localmente) chiavi di accesso ai servizi premium e chi sogna il “ChatGPT Russo”, GigaGPT.

Pirati rubano chiavi accesso ChatGPT4: rubati accessi premium

Adesso abbiamo visto come un piccolo momento di leggerezza sia costato caro a chi quelle chiavi le aveva regolarmente pagate, per vedere altri diffonderle e usarle. Cosa che non è, ricordiamo, colpa di ChatGPT. È l’equivalente virtuale di portare le chiavi di casa al bar e poggiarle sul bancone, dimenticando che a un “mariuolo” esperto bastano solo pochi minuti per farsene una copia e visitare casa tua.

Pirati rubano chiavi accesso ChatGPT4: rubati accessi premium

Per gli utenti “comuni” OpenAI offre gratuitamente (o meglio, paghi facendo, di fatto, da betatester/istruttore permanente per l’AI) una versione precedente del prodotto, la 3.5.

Chi vuole ChatGPT4, la versione “lusso” che fornisce anche la possibilità di generare immagini e arriva con le API, le interfacce necessarie ad integrare i servizi ChatGPT sui propri siti e le proprie applicazioni, deve pagare.

E sono bei soldini che se ne vanno: certo, paghi per un prodotto all’altezza (quantomeno della somma spesa), ma non tutti sono disponibili a pagare e quindi la pirateria informatica è una piaga che esiste da quando esiste il software.

Ogni utente pagante riceve un “token”, per dirlo alla buona una sorta di “matricola”. Quando la matricola viene usata, il pagamento viene addebitato al “matricolato” e non agli utenti del servizio secondario.

Secondo la ricostruzione offerta da Reddit, qualcuno ha per sbaglio reso possibile ritrovare quel Token su progetti caricati su Replit, una piattaforma per condividere codici e progetti legati al mondo dell’informatica.

I pirati ne hanno approfittato e diffuso quelle chiavi. Quindi, esattamente come entrare a casa di qualcuno per dare una festa o guardare Netflix con le password dell’ex compagno o compagna, qualcuno ha avuto un assaggio di “Premium” con uno sconto alle cinque dita.

Naturalmente ora le chiavi sono state revocate e l’accesso bloccato: si raccomanda però di prestare attenzione per il futuro.

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