Prima è stata la volta delle cosiddette Sardine. Così sono state ribattezzate le persone che hanno aderito al movimento partito da Bologna che continua a riscuotere consensi e successi in tutta Italia. Si tratta di un movimento spontaneo, pacifico e apartitico, organizzato per la prima volta in vista delle elezioni regionali in Emilia Romagna del prossimo 26 gennaio e che vedranno contrapposti Lucia Borgonzoni (Lega) e il governatore uscente Stefano Bonaccini (PD). Le prime tre Sardine, quelle che hanno portato nelle piazze italiane tutte le altre, sono stati i giovani Mattia, Lorenzo e Joy. Su queste manifestazioni anti-Salvini l’attenzione mediatica è altissima. E la risposta dei pro-Salvini non è tardata ad arrivare. I sostenitori del leader della Lega hanno scelto di continuare il filone “zoologico” inaugurato dai loro nemici dandosi un nome dalla valenza anche molto simbolica: no, non Gattini, bensì Pinguini.
Il gruppo, visibile a tutti su Facebook ma privato, si descrive così:
Nasce da persone che hanno idea di un’Italia sovranista, partecipe della Comunità Europea ma non succube e, tantomeno, dipendente nelle scelte politiche interne: esattamente il contrario di come opera l’attuale governo. È un gruppo di persone che aborra qualsiasi tipo di ipocrisia e millantazione. Come è ipocrita inscenare una manifestazione in concomitanza di un evento di un esponente politico di rilevanza nazionale dell’opposizione e come è millantazione riempire le piazze di Sardine buoniste che si autoproclamano apolitiche. I Pinguini lanciano un messaggio chiaro anche alle Dirigenze dei loro Partiti: sono Uniti nella Destra e vogliono una Destra vincente ovunque. Raccolgono adesioni dalla Lega, da Fratelli d’Italia e da Forza Italia e sosterranno la Destra nelle Piazze, con rispetto verso tutte le Forze dell’Ordine – delle quali siamo orgogliosi – con senso civico e partecipativo.
Chiarissimo dunque l’orientamento politico delle idee di chi sta aderendo al movimento, che specifica un requisito importante per diventare un membro del gruppo Facebook: “Non puoi essere iscritto a gruppi antisalvini o a gruppi antimeloni”. Ma è anche il nome Pinguini ad aver suscitato un certo dibattito interno, tra i membri stessi. Qualcuno avrebbe preferito Gattini, così tanto apprezzati da Salvini. Pinguini, però, vuole essere non solo una ovvia risposta alle Sardine, in linea di continuità “tematica”, ma è anche un riferimento alla catena alimentare. I pinguini, infatti, in natura mangiano le sardine.
I Pinguini, nascono spontaneamente e le Sardine non sono nemmeno il loro pasto preferito. Tuttavia se manca di meglio nel piatto, i Pinguini si accontentano.
Il gruppo conta per il momento poco più di 40 mila adesioni. Ma l’organizzatore (Leonardo Cisari) punta molto più in alto e pensa in grande:
Nel momento in cui è ritenuto eticamente, moralmente e politicamente lecito che le Sardine, civilmente, si riuniscano per attirare le attenzioni dei media e per disincentivare l’elettorato interessato all’evento, è anche giusto che I Pinguini, sempre civilmente, possano essere liberi di riunirsi in una zona antistante a un evento dei filogovernativi. Niente di male da una parte, niente di male dall’altra. Di sicuro I Pinguini non canteranno Bella Ciao ma nemmeno Faccetta Nera.
Sarebbe straordinario arrivare a 100 mila adesioni nel più breve tempo possibile e, di conseguenza, organizzare gruppi regionali o provinciali con coordinatori eletti dagli aderenti per partecipare ad iniziative, eventi ed altro sotto un’unica bandiera comune: quella del centro destra unito e compatto. Quindi è un gruppo apartitico ma non certamente apolitico. È evidente che le Sardine siano strumentali e strumentalizzate. Se ognuno di noi dà il proprio contributo e riusciamo a spanderci a macchia d’olio in tutta Italia, possiamo fare molto. Diversamente, comunque ci saremo.
Cisari, non a caso, sul proprio profilo Facebook ha già come immagine profilo un pinguino che mangia una sardina.
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