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Petizione online per i macachi di Torino resi ciechi dall’Università, ma piovo smentite

Arriva in queste ore una smentita secca e decisa sulla questione dei macachi di Torino, in riferimento alle accuse rivolte all’Università di Torino per test pronti a renderli ciechi nell’ambito di un programma che mira a trovare delle cure per l’uomo. Proviamo a raccogliere tutte le informazioni del caso, perché non siamo al cospetto di “disinformazione”, come era emerso qualche anno fa sulle nostre pagine per un caso simile a Modena. Dopo la durissima presa di posizione da parte di LAV, intenzionata ad arrivare addirittura fino alla Ministro Grillo per far sentire la propria voce (aggiornamento: scatta anche la petizione online), sono arrivate le prevedibili reazioni.

Come riporta una nota dell’Università chiamata in causa, infatti, la questione dei macachi di Torino non sarebbe assolutamente allineata rispetto a quanto trapelato oggi 5 giugno. La conferma giunge direttamente da Repubblica, che in serata ha reso pubblica una nota ufficiale con la quale si è provato a spiegare che gli animali coinvolti nei test (non smentiti), non corrono alcun rischio di perdere la vista:

“Gli animali non verranno resi ciechi. Sarà prodotta una macchia cieca, circoscritta a una zona di pochi gradi del loro campo visivo e limitata ad un solo lato (destro o sinistro). Questa Operazione ha un impatto minimo e l’animale resterà in grado di vedere e spostarsi normalmente, alimentarsi e interagire con i propri simili. Inoltre il cervello non è un organo sensibile e non ha recettori per il dolore”.

Insomma, spiegazioni importanti, che sulla carta dovrebbero limitare le tensioni dovute al caso dei macachi di Torino destinati a diventare ciechi. Il programma prevede l’individuazione di cure per la cecità dell’uomo dovuta a traumi. Difficile pensare che dopo una comunicazione ufficiale del genere possano emergere elementi e dettagli che ci conducano verso altre direzioni coi test in questione. Sulla questione permessi, l’Università di Torino aggiunge quanto segue:

“Tutte le procedure e gli aspetti etici sono stati vagliati e autorizzati prima dal comitato etico dell’Unione Europea, poi dai comitati etici e dagli organismi per la tutela del benessere animale  delle Università di Torino e Parma e infine dal Ministero della Salute. Al progetto è stato riconosciuto un valore ‘traslazionale’ ovvero con ricadute sulla salute umana”.

Insomma, pare che tutti i controlli del caso su questo progetto siano già stati effettuati e che i macachi di Torino non siano in alcun modo in pericolo. Chiaro che il rumore di oggi sicuramente comporterà ulteriori verifiche su quello che avverrà nei prossimi mesi presso l’Università. Probabile a questo punto anche l’intervento del già citato Ministro Grillo. Non possiamo parlare di “bufala” vera e propria sulla denuncia di LAV, ma la smentita serale, sulla carta, è molto significativa. Nei prossimi giorni ne sapremo sicuramente di più sulle sorti dei macachi di Torino.

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