Ci segnalano la seguente notizia , proveniente dal portale Piove Governo Ladro. Come correttamente riportato dalle fonti, la notizia è una versione, con un titolo più “carico” di una notizia riportata il giorno prima, il primo di Aprile, dal portale Leggo.it.
E, nonostante la pubblicazione coincidente per puro caso col “pesce d’Aprile”, purtroppo non è una bufala.
La notizia riportata infatti è questa:
Una ferocia senza pari scaturita da un succo di frutta: Leiliana Wright, una bimba di quattro anni di Dallas, è stata picchiata a morte dalla madre Jeri Quezada, 30 anni, e dal compagno, dopo aver bevuto una bevanda destinata al fratellino. La tragedia si è consumata il 12 marzo, il 25 la donna è stata arrestata e solo adesso sono state formulate le accuse, mentre dettagli agghiaccianti di quanto è successo tra le mura di quella casa emergono ora dopo ora. La furia sarebbe scattata nel pomeriggio, quando la bimba ha bevuto un succo di frutta. Secondo la ricostruzione della polizia, la donna era uscita da casa quando ha ricevuto una chiamata dal compagno che le comunicava di aver rinchiuso la bambina nell’armadio, legata a un appendiabiti.
Jeri è tornata a casa e, dopo essersi iniettata una dose di eroina, ha iniziato a picchiare la piccola quando si è rifiutata di mangiare un panino e ha iniziato a vomitare. Leiliana è stata colpita ripetutamente alla testa e al torace ed è stata picchiata con una cintura e una canna di bambù. E’ stata sbattuta al muro dal compagno con una tale ferocia che gli agenti hanno ritrovato le tracce dell’abuso su una parete.
E l’unico dettaglio di questa turpe storia omesso getta una luce ulteriore sul movente di tale brutale ed orribile violenza. Scopriamo infatti da Metro che la madre ha cambiato più volte versione durante la sua deposizione, ma unico elemento costante che la polizia è riuscito a desumere è il movente provocato dall’uso costante di eroina, ed anche la scelta di rinchiuderla nell’armadio è stato ricostruito come una deliberata scelta della coppia per nascondere alla vittima il consumo di droghe pesanti.
Al momento Jeri Quezada è detenuta in attesa di giudizio secondo l’equivalente americano del rito cautelare, che prevede la possibilità di versare una cauzione (in questo caso fissata nella cifra di $ 500.000) per poter accedere all’equivalente della nostra libertà vigilata, e si stanno valutando le responsabilità del compagno di lei Charles Phifer.
Sperando la triste storia della piccola Leiliana susciti un genuino moto di indignazione e non una corsa al click, non possiamo auspicare che la giustizia faccia il suo corso punendo i colpevoli con severità.
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