Ci chiedono di verificare se è vero che esiste una pagina Facebook chiamata “Che schifo i neonati” e se è vero che è stata segnalata, ma non rimossa dal Social Network perché non violerebbe le regole. La pagina in questione esiste, è vero che le segnalazioni erano state fatte e che Facebook non era ancora intervenuto, rispondendo con il classico messaggio “non viola le regole della comunità”, ma è stata rimossa pochi minuti fa in seguito a numerose segnalazioni.
Ecco l’ultimo screen fatto pochi minuti fa, poco prima della sua rimozione (con ben oltre 5000 “mi piace”):
Ecco un esempio dei post pubblicati dalla pagina:
Ora tocca alle altre pagine “satellite” che, nonostante si dichiarino contro, sono al tempo stesso fasulle e “acchiappalike” che sfruttano l’indignazione. Una tra queste è la pagina Facebook “L’admin di “Che schifo i neonati” è stato arrestato“. Arrestato? Strano perché pochi minuti fa la pagina Facebook continuava ad aggiornarsi, mentre la pagina del presunto arresto è stata creata il 26 aprile 2015 poco dopo l’una del mattino.
Si tratta di una pagina che, come abbiamo detto in precedenza, sfrutta la popolarità di uno scandalo per “acchiappare like” riportando informazioni false:
Questa pagina potrebbe auto definirsi “satirica”, ma di satira non vi è traccia. Siamo ben consapevoli che il tema dei minori, dei bambini e dei neonati è molto delicato e sentito, l’indignazione “sale alle stelle” quando vengono sfruttati anche attraverso queste pagine Facebook, sia quella appena rimossa sia quella che raccoglie gli indignati, i quali cascano nelle false informazioni fornite.
È stata appena creata un’altra pagina con lo stesso nome e lo stesso logo: ecco il link.
Nel giro di pochi minuti ha già raccolto 35 “mi piace”.
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