Bufala

No, questa non è una foto che raffigura un campo nomadi

Ci segnalano i nostri contatti una foto che raffigura un campo nomadi diffusa sui social e su Telegram e Whatsapp (le censure sono nostre), perlopiù legata alle vicende di Palmoli, ribattezzate dalla stampa “le vicende della famiglia del bosco”.

No, questa non è una foto che raffigura un campo nomadi

Un caso di affidamento ai servizi sociali dove letteralmente chiunque ha voluto dire la sua trasformando rapidamente un tema squisitamente giudiziario in una bagarre politica e clickbait indegna di una sana informazione, e di cui di bufala in bufala raccogliamo i frutti.

Compreso l’uso di foto del tutto decontestualizzate

No, questa non è una foto che raffigura un campo nomadi

L’idea alla base della diffusione di questa foto è ridurre la discussione al benaltrismo: esibendo foto (peraltro in chiaro) di bambini in stato di degrado e assumendo in modo arbitrario che si tratti di nomadi, si importa in Italia il tema della “bufala del doppio binario”.

Una tipologia di bufale ormai endemiche nel Regno Unito che si basano sull’accusare i governi e i sistemi giudiziari occidentali di essere insolitamente crudeli e vessatori contro i loro stessi cittadini o comunque contro cittadini di paesi occidentali consentendo invece a persone invise al pubblico di riferimento delle bufale, come stranieri, zingari e altre minoranze di agire nell’impunità e nel degrado commettendo ogni sorta di reato e peccato.

La foto inserita nella galleria di Global Humanitaria

La foto fa parte di un insieme di scatti ottenuti in Perù dal fotografo Juan Diaz per la campagna Il lavoro non è cosa da bambini che mostra come nelle bidonville peruviane (villaggi sorti vicino alle discariche) i bambini sono costretti a lavori usuranti e inadatti al loro fisico, come processare, a mano, le tonnellate di rifiuti prodotti dalle città industrializzate vicine e scaricate in modo indifferenziato nelle varie discariche (come quella di Valle Sagrato nei pressi di Lima) per cercare di rivenderle agli impianti di riciclaggio.

In Perù infatti non è infrequente imbattersi in discariche a cielo aperto e purtroppo spesso vi lavorano non adulti dotati di idonei strumenti di protezione, ma bambini sottoposti a sforzi massacranti ed esposti costantemente al rischio di malattie ed infezioni.

La foto ritrae quindi non un “villaggio di zingari” ma una discarica e non “zingari che andrebbero tolti alle loro famiglie” ma bamini che cercano di smistare a mano rifiuti.

A parte il fatto che il benaltrismo non ha mai risolto niente.

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