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No, non esiste nessuna “firma ufficiale per elevare il limite di velocità a 150 Km/h”

Ci segnalano i nostri contatti un contenuto che parla di “firma ufficiale per elevare il limite di velocità a 150 Km/h”. In realtà siamo al limite estremo tra bufala e clickbait, in modo così sfacciato da metterci in imbarazzo per scegliere la categoria.

No, non esiste nessuna “firma ufficiale per elevare il limite di velocità a 150 Km/h”

L’articolo 142 del Codice della Strada, anche anteriforma (molte delle notizie del circuito di cui fa parte il portale che rilancia queste hanno l’abitudine di diffondere clickbait sul tema caldo della circolazione stradale) già prevedeva che

“Sulle autostrade a tre corsie più corsia di emergenza per ogni senso di marcia, dotate di apparecchiature debitamente omologate per il calcolo della velocità media di percorrenza su tratti determinati, gli enti proprietari o concessionari possono elevare il limite massimo di velocità fino a 150 km/h sulla base delle caratteristiche progettuali ed effettive del tracciato, previa installazione degli appositi segnali, semprechè lo consentano l’intensità del traffico, le condizioni atmosferiche prevalenti ed i dati di incidentalità dell’ultimo quinquennio.”

Nella storia questa ipotesi non è mai uscita dalla teoria per diventare pratica.

No, non esiste nessuna “firma ufficiale per elevare il limite di velocità a 150 Km/h”

Al contrario di quanto insinuato nel testo clickbait, il primo comma dell’articolo 142 è sempre rimasto una mera ipotesi accademica.

Semplicemente allo stato dell’arte al momento della redazione dello stesso non vi erano gli strumenti tecnici e normativi per pervenire all’obiettivo 150 Km/h e nessun gestore e concessionario sano di mente si sarebbe mai preso tale responsabilità.

Esperimenti come le Smart Road di ANAS, ironicamente avversati dai complottisti sono la cosa più vicina che abbiamo mai avuto agli strumenti tecnici necessari, ovvero sensori con telecamere e ripetitori che consentono di fornire connettività alle auto in transito, droni e strumenti di analisi, valutare in tempo reale le condizioni del traffico ed eventuali sinistri e implementare sistemi di comunicazione wireless V2X per la comunicazione tra veicoli connessi.

Questo potrebbe, ipoteticamente, aprire la strada ad avere tracciati con caratteristiche “progettuali ed effettive” in grado da giustificare l’aumento del limite di velocità.

Ma siamo nel campo di ipotesi destituite di ogni “ufficialità”

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