Uno dei derivati dei miti sul 5G che abbiamo affrontato è la teoria secondo cui il Wi-Fi di casa emette radiazioni dannose, portandoci così al paradosso di orde di complottisti che ogni giorno scrivono da cellulari connessi al 5G o alla rete di casa per metterci in guardi perché “Noncielokeno che i Poteri Forti ci uccidono col Wi-Fi”.
No, non è vero che il Wi-Fi di casa emette radiazioni dannose
Mettiamolo in chiaro una volta per tutte: il Wi-Fi non vi uccide, non vi fa venire “turbocancri”, non attiva il grafene nel vaccino COVID19, non controlla le vostre menti, non segnala la vostra posizione ai Poteri Forti sicché dopo aver letto questo articolo, dopo che sarete venuti a insultarci su X con fare scomposto e complottista, le squadracce dei Poteri Forti sapranno dove siete e vi deporteranno a lavorare nelle miniere di grafene per il resto dei vostri giorni.
In realtà ogni singolo oggetto che avete in casa produce e trasmette un certo ammontare di radiazioni elettromagnetiche: la radio, la TV, le prese elettriche, il motorino dentro un ventilatore o un condizionatore… ma parliamo sempre di radiazioni ben al di sotto delle soglie di sicurezza.
Persino in natura ci sono campi elettromagnetici: pensateci, se non ci fossero le bussole girerebbero in tondo, non esisterebbero le aurore boreali, i salmoni e i piccioni viaggiatori userebbero le mappe comprate in edicola.
L’unico modo quindi per non imbattersi mai in una fonte di radiazioni elettromagnetiche è chiudersi in una “panic room” foderata di piombo e non uscirne mai nella vita.
Ciò posto non solo il router Wi-Fi medio è inferiore per emissioni agli standard minimi, ma è inferiore di molto, per il principio adottato di mera precauzione.
Del resto, basta letteralmente piazzare il router dietro un muro o un ostacolo per peggiorare la ricezione nei vari ambienti della casa.
Se è indubbio che l’esposizione a fortissimi campi elettromagnetici possa cagionare danno, non esistono evidenze scientifiche che portano a pensare dal danno da esposizione minima.
È la differenza tra attaccare una lampada ad una presa elettrica e ficcarci con convinzione due dita.
Abbiamo già affrontato tutte le altre bizzarrie complottiste, potrete controllare nei link di archivio.
Probabilmente no.
E non nel senso di “probabilmente per non avere danni alla salute” ma probabilmente nel senso di “Io spero che tu abbia una password ‘forte’ e che non abbia figli dei vicini smanettoni pronti a rubarti la connessione”.
Buona parte della storia dell’hacking è nata proprio così: prediligi una password in formati come il WPA e tutto andrà bene.
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