Segnalazione Divertente

Nintendo porta in tribunale gli USA (una volta e mezzo, se non due)

Nintendo porta in tribunale gli USA, una volta e mezzo, se non due. Viviamo in tempi strani, e tutte e due le volte c’entrano le estrose politiche del Tycoon, attuale POTUS Donald Trump.

Nintendo porta in tribunale gli USA (una volta e mezzo, se non due)

Prima volta, una pratica diffida per questioni di proprietà intellettuale. Seconda volta, una causa civile con un risarcimento potennzialmente ingente.

Ma partiamo da una causa per volta.

Nintendo porta in tribunale gli USA (una volta e mezzo, se non due)

Il 5 marzo TPCI e Nintendo rilasciano Pokopia, tenero gioco slice of life, nello stile di Animal Crossingin cui un tenerissimo Ditto (creaturina mutaforma la cui forma “naturale” è un esserino gelatinoso con bocca e occhietti) si risveglia in un mondo dove gli umani sono misteriosamente scomparsi e decide di trasformarsi in un ragazzino dall’aria buffa e strampalata per aiutare i suoi amici Pokémon a ricostruire il mondo ormai distrutto nella speranza che il suo allenatore e gli altri umani tornino a prendersi cura dei loro animaletti.

Sempre il 5 Marzo una Casa Bianca che ormai vive di meme lancia una versione alternativa del mondo di Pokopia (tecnicamente un mondo postapocalittico privo di esseri umani, completamente distrutto e popolato da ex animaletti domestici abbandonati che rimpiangono l’autodistruzione del genere umano, quindi tutt’altro che un buon auspicio) col logo “Make America Great Again”.

Nintendo reagì immediatamente diffidando la Casa Bianca dall’uso del Brand.

“Siamo a conoscenza di recenti contenuti social associati al nostro marchio. Non siamo parte della sua creazione e distribuzione e non abbiamo acconsentito in alcun modo all’uso delle nostre proprietà intellettuali. La nostra missione è rendere il mondo più unito: missione che non è associata ad agende o punti di vista politici”

Altro contestato meme

Ha dichiarato una portavoce della compagnia, compagnia già col dente avveleanato dopo che a settembre del 2025, la stessa ICE salita ai disonori della cronaca per i casi Renee Good e Alex Pretti ha risputato sempre su X una versione meme della frase Gonna Catch’em All – Acchiappali tutti, riferita nel materiale promozionale originale delle prime versioni occidentali di Pokemon all’obiettivo di completare il gioco catturando tutte le 150 bestiole contenute nelle due cartucce Blu e Rossa e, nella serie animata, al sogno di Ash Ketchum di “vedere tutto, conoscere tutto, incontrare tutti i Pokemon, diventare loro amico, essere un Maestro di Pokemon” nella quale viene mostrata l’ICE “Acchiappare tutti gli immigrati” con varie scene di armi e violenza alternate ad immagini di Ash.

Il DHS si era spinto ad “iscrivere di ufficio” Pikachu nella milizia.

Ma dove non arrivano le querele arrivano i soldi.

La seconda volta è quella buona?

Sempre il 5 Marzo una Corte Civile USA, la Court of International Trade, ha dichiarato che essendo le tariffe imposte da Trump state dichiarate incostituzionali tutte le ditte che dichiarano essere colpite hanno diritto ad un congruo risarcimento.

La causa civile

Entra ora in scena Nintendo, che a causa delle tariffe ricordiamo ha dovuto rinviare i preordini USA della loro ultima console, la Nintendo Switch 2, e, ispirata da tale decisione, ha portato in giudizio buona parte del governo USA, dal Segretario del Tesoro Scott Bessent alla Segretaria per la Sicurezza Nazionale Kristi Noem passando per dogane, commercio e ogni personalità governativa richiedendo la rifusione di parte dei 200 miliardi che secondo il precedente sono stati indebitamente ottenuti da ditte di tutto il mondo

Per quanto riguarda i meme la Casa Bianca si trincera dietro il presunto diritto “a produrre meme fighi”.

Ma come sempre, colpire al portafoglio è sempre la mossa più rapida, efficiente e sicura.

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