Nasce INAD, il domicilio digitale, che partirà da luglio. Basta collegarsi al sito https://domiciliodigitale.gov.it, accedendo con SPID, CIE o CNS, e inserire il proprio recapito certificato, e dopo averlo fatto comincerete a ricevere atti giudiziari, comunicazioni con la Pubblica Amministrazione e altri documenti di tale genere direttamente sulla vostra PEC.
Una possibilità già presente per gli iscritti ad albi professionali ed enti nel registro INI-PEC, che ora viene estesa a tutti i cittadini di età superiore agli anni 18. Grazie a INAD, tutte le comunicazioni della Pubblica Amministrazione con valore legale, come ad esempio rimborsi fiscali e detrazioni d’imposta, accertamenti, verbali di sanzioni amministrative, e così via, vengono inviate direttamente nella casella di posta indicata dal cittadino, che può gestire in autonomia il proprio domicilio digitale
Buone notizie quindi: non perderete più rimborsi fiscali, accertamenti, verbali, non dovrete segnalare ogni cambio di residenza, una PEC costa ormai pochi euro l’anno e vi dura per la vita. I documenti che arrivano sono già “originali” che potrete, senza imbarcarvi in scansioni e fotografie da cellulare, inviare ad avvocati e commercialisti.
E questi sono fattori positivi. Perché non farlo? Beh, un buon legale vi potrebbe dire che talvolta può capitare che multe e atti giudiziari arrivino con difetti di notifica. Errori di consegna diciamo. Non troppo comuni, ma neppure inesistenti. Con la PEC si sbaglia ancora meno. A parte questo, è sempre un vantaggio.
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