Morta per melanoma dopo asportazione neo: comincia ora il processo contro tre persone.
La storia comincia nel 2018, con una quarantenne morta per melanoma dopo l’asportazione di un neo.
La ricostruzione dell’accusa è una impietosa testimonianza sui pericoli di una malattia grave come il melanoma. Si parla della quarantenne R.P., operata sul tavolo di un agriturismo senza anestesia, senza gli esami istologici del caso.
La cosa sarebbe avvenuta in un centro olistico, e la donna in seguito avrebbe gestito la malattia ancora insistente nel suo corpo con meditazioni e tisane, fino al momento della sua dipartita.
Secondo la prospettazione dell’accusa la quarentenne sarebbe stata plagiata. Portata via dalla “medicina ufficiale” sarebbe morta nel 2020, finalmente ricoverata, tra atroci sofferenze.
L’accusa gravissima è di omicidio in concorso tra il chirurgo che l’avrebbe operata, la sua compagna e il responsabile della comunità.
Gli imputati, come da loro facoltà, si difendono e respingono ogni addebito. Il fondatore e guida spirituale della comunità nega di essere mai stato contro la medicina tradizionale, asserendo che nel centro chiunque era responsabile delle sue azioni. E che quindi agiva come di sua scelta.
Anche il chirurgo professa la sua innocenza e la compagna, psicologa, conferma di aver cercato di convincere la defunta a rivolgersi alla scienza ufficiale.
Il Centro Olistico di suo, nel ribadire la presunzione di innocenza cardine del nostro sistema giudiziario, ebbe modo di dichiararsi
“indubbiamente parte lesa nella vicenda giudiziaria che vede coinvolti Bendinelli, Oneda e Dora: per queste ragioni chiediamo il rispetto della privacy e della dignità di ogni singolo socio e ospite delle nostre strutture”.
Ci poniamo quindi in attesa degli esiti processuali, che perverranno salvo imprevisti non prima della fine dell’estate. Un’udienza è fissata il sette luglio.
Ovviamente non è nostra intenzione anticipare la giustizia. Siamo sempre stati contrari a quel genere di “cronaca giudiziaria” che anticipa condanne e assoluzioni e cerca “il mostro da prima pagina”.
Quello che possiamo dire è che se una donna è morta per melanoma dopo asportazione neo, è sempre qualcosa di grave e doloroso.
Nel 2022 sappiamo che coi melanomi non si scherza. Che la medicina ufficiale è spesso sotto attacco.
Sovente da quelle forze che attaccano anche l’informazione “ufficiale”, che reclamano un odio patologico verso il “mainstream“.
La stessa distinzione tra “ufficiale” e “alternativo” è artificiosa. Esiste una scienza come esiste una regola dell’arte.
Esistono dei metodi, precisi e accurati, ed esiste qualcosa che metodo non è.
Il “mainstream” non è un mostro cattivo: è un metodo per sottrarci all’arbitrio e dare alle vicende esiti migliori.
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