“Meloni non vuole Salvini Filo-Russo” è l’araldo del ritorno di qualcosa di cui abbiamo sempre parlato, e non con approvazione. Intendiamo la piaga dei virgolettati inventati.
Sapete come funziona, sappiamo come funziona. Abbiamo tutte le simpatie per il giornalismo. E conosciamo la difficoltà nel riuscire a farsi leggere un pezzo nel quale ci hai messo l’anima quando la gente guarda solo al titolo e condivide solo quello.
Ma noi abbiamo sempre cercato di non cedere a questa sirena. Non troviamo sia giusto farlo. Non è giusto per il lettore, non è giusto per chi viene ritratto negli articoli, non è giusto per la verità. Abbiamo visto come un virgolettato inventato può trasformare una affermazione ragionevole in un clickbait, come nel caso delle dichiarazioni inventate del governo Finlandese.
La Stampa ha ceduto, ci tocca purtroppo ammettere. E in una forma che ci lascia ulteriormente perplessi: il paywall
“Meloni non vuole Salvini Filo-Russo” la piaga dei virgolettati inventati
Quindi il lettore legge nel titolo “Non lo voglio, è vicino a Putin”. Si immagina di vedere “scorrere il sangue”, o quantomeno di leggere della dichiarazione di Giorgia Meloni.
Legge il titolo e non trova altro. Legge la didascalia e non trova. Cerca su Google e non trova riscontri, come vedremo è impossibile. Cosa fa a questo punto il nostro lettore?
Ovviamente compra l’accesso all’articolo, ancorché molto economico va detto. Oppure corre in edicola e compra la testata.
E cosa trova?
Quello che non trova sono gli elementi costitutivi della notizia/non-notizia.
Mancano il come, il dove, il quando, il cosa, il chi e il perché.
Il chi diventa, spoileriamo per chi abbia comprato l’articolo, l’affermazione di “un dirigente” (definito così: un dirigente). Vi riportiamo un piccolo estratto della frase che diventa il virgolettato, per mostrarvi come quella frase non poteva diventare quel virgolettato.
«Come ci si può presentare a Washington con un ministro di peso che voleva farsi comprare dall’ambasciata russa i voli per Mosca?» si chiede uno dei dirigenti che ha mandato un messaggio chiaro a Meloni: «Deve restare fuori». Con un tempismo quasi perfetto, ieri è arrivato via Twitter un importante messaggio di congratulazioni dal presidente ucraino Volodymyr Zelensky
Chi è il dirigente? Non lo sappiamo. Quando l’ha detto? Neppure. Perché? Come?
Il virgolettato è un gioco del telefono senza fili dalla strana soluzione. Qualcuno avrebbe detto qualcosa a Giorgia Meloni, quindi si titola che Giorgia Meloni ha detto quel qualcosa.
Cosa tutt’altro che scontata, infatti. E infatti non risulta rispondente al vero. Ed ha attirato la reprimenda dell’interessata
Pronta a definire l’accaduto “surreale ed arbitrario”.
Non sarebbe meglio quindi evitare?
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