False credenze

Steve Jobs ha detto “Stay hungry, stay foolish”?

Tutti ricordano il discorso icona di Steve Jobs titolato “Stay Hungry, Stay Foolish”, il 12 giugno del 2005 all’Università di Stanford il giorno del conferimento della sua laurea ad honorem.

Molti ricordano il momento emotivo di uno Steve Jobs già di fatto condannato (la malattia gli era nota dal 2003, e dal 2004 sapeva che nonostante un’operazione riuscita per rimuoverlo la prognosi era scarsamente fausta) da una grave malattia, vestito di una semplice maglietta nera e giacca e le sue iconiche parole, traducibili con “Restate affamati, restate sciocchi”, da intendersi rispettivamente come affamati di vita e audaci nello scoprire.

Lo sai chi ha citato Steve Jobs nel noto discorso “Stay hungry, stay foolish”?

Non tutti, anzi, pochissimi sanno che era una citazione di un autore caro a Steve Jobs, e quei pochi che credono di saperlo spesso sottovalutano quell’autore.

Lo sai chi ha citato Steve Jobs nel noto discorso “Stay hungry, stay foolish”?

Steve Jobs stava citando Stewart Brand, pluripremiato saggista e autore, ancora vivente, che aveva usato per primo questa citazione nella chiusura della sua opera magna, il Whole Earth Catalog, il “catalogo dell’intera Terra”.

Fervente ecologista, creativo e sognatore, Steve Jobs adorava i testi di Brand, quel Brand che credeva che la tecnologia e la cultura avessero senso solo se condivise e infatti fu tra i primi a convincere la NASA a rilasciare le immagini scattate dallo spazio perché la loro potenza iconica e culturale elevassero le genti (purtroppo sottovalutando quell’uditorio negazionista che tutt’ora apostrofa pensatori come lui in modo sprezzante e derisivo).

Ne abbiamo lette di ogni di Brand, compresi deprecabili commenti che, nello stile tipico del “notutto” convinto di poter bacchettare la “Kasta e i maestrini” lo apostrofava per il suo stile di vita giovanile estroso e per il suo amore per la cultura Hippy (lui stesso dirà giocosamente di aver concepito l’idea di far pressione sulla NASA per divulgare le immagini dello spazio dopo aver fatto uso di LSD).

Steward Brand, ispiratore dell’intero discorso

Ma la cosa più importante è che Brand fu, e tutt’ora è, un lucido ambientalista (così tanto da aver individuato falle e problemi dell’attuale movimento ambientalista per correggerle col suo eco-pragmatismo) e proporre nel 1968 un Whole Earth Catalog.

Una sorta di “Google su carta” per chi volesse cimentarsi in uno stile di vita autosufficiente, ecologico e alternativo. Una “superguida” al Fai da Te, antenato del moderno The Book di Hunfry Minds (manuale redatto con una vena sci-fi “in grado di ricostruire la civilità umana da zero”) che insegnava come vivere in modo indipendente elencando una serie di conoscenze e strumenti utili, e per questi ultimi suggerendo come procurarseli sul mercato.

Retro del WEC con la citazione

Il Whole Earth Catalog fu pubblicato con un font semplice ma leggibile, un prezzo contenuto, e diverse edizioni di aggiornamento fino al 1971, e fu seguito dalle iniziative di Brand. Lo scopo del WEC era insegnare a utilizzare strumenti facili da reperire e poco noti, inserendo tra i consigli sia strumenti fisici che culturali, come corsi di conoscenze e tecnologie utili ma sottovalutate.

Uno degli inviti nel finale fu proprio Stay Hungry, Stay Foolish, assieme a “Non possiamo rimetterla insieme: è già completa”, riferito alla Terra su cui tutti viviamo.

Steve Jobs cita il WEC

A questo punto della storia arriva Steve Jobs, che alla fine del suo lungo discorso, di fatto e nelle intenzioni un riassunto e un commiato della sua vita (basta leggerlo per capire) cita gli amati testi di Stewart con queste parole:

Stewart e il suo gruppo pubblicarono vari numeri di The Whole Earth Catalog e quando arrivarono alla fine del loro percorso, pubblicarono il numero finale. Era più o meno la metà degli anni Settanta e io avevo la vostra età. Nell’ultima pagina del numero finale c’era una fotografia di una strada di campagna di prima mattina, il tipo di strada dove potreste trovarvi a fare l’autostop se siete dei tipi abbastanza avventurosi. Sotto la foto c’erano le parole: “Stay Hungry. Stay Foolish.”, siate affamati, siate folli. Era il loro messaggio di addio. Stay Hungry. Stay Foolish. Io me lo sono sempre augurato per me stesso. E adesso che vi laureate per cominciare una nuova vita, lo auguro a voi.

Quindi non solo non ha senso “Scoprire oggi” che Jobs ha citato Stewart, ma lo stesso discorso spiega perché: Jobs ha sempre considerato Stay Hungry, Stay Foolish il testamento spirituale di qualcuno che ha ammirato, e rendendosi conto di avere i giorni su questa terra contati, decise di farne il suo testamento spirituale, trasmettendolo ad altri nello spirito del WEC.

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