L’eterna bufala dei colori in fondo al tubetto del dentrificio per identificarlo è sempre in agguato. Una teoria, che avevamo già sottoposto a fact checking ormai ere geologiche fa, secondo cui i colori in fondo al dentrificio servano per identificare delle non meglio precisate sostanze.
Secondo l’iterazione che ci è stata inviata nuovamente e proviene da Twitter, i codici cromatici indicherebbero (asseverati da una fantomatica organizzazione “Health Security”) il contenuto del dentrificio
L’eterna bufala dei colori in fondo al tubetto del dentrificio per identificarlo
In una ricostruzione con un codice cromatico forse un po’ troppo semplificato, verde significa bene, rosso male e nero cattivo anzi cattivissimo.
Dove verde indicherebbe la naturalità, rosso gli odiati “prodotti chimici naturali” e nero gli odiatissimi “prodotti chimici artificiali”.
Plot twist: come ricorda Healthline ogni singola cosa esistente su questa terra, compreso tu che mi stai leggendo in questo momento, è fatta di sostanze chimiche.
E non mi pare tu sia pericoloso per il consumo.
Tutti i dentrifici, con minime variazioni, contengono un agente umettante (xylitolo, glicerolo o sorbitolo) per evitare che si secchi, un blando abrasivo per pulire i denti (carbonato di calcio o silice), un agente legante (come la carragenina, la gomma di xantano o la carbossimetilcellulosa), un dolcificante e degli aromi senza zuccheri per il sapore, un tensioattivo per la schiuma e per legare gli altri elementi nella loro azione di pulizia e, ovviamente, il fluoro.
Alcuni dentrifici useranno dei diversi tensioattivi o ne faranno a meno, altri differiranno per gli aromi. Dentrifici destinati ad un pubblico particolare richiederanno formulazioni particolari: un dentrificio per fumatori o altre persone coi denti ingialliti avranno degli abrasivi meno blandi. Il dentrificio per bambini avrà meno fluoro, date le diverse necessità del bambino con la prima dentizione rispetto all’adulto e così via.
Ma l’unico modo per riconoscere le diverse formulazioni è leggere gli ingredienti.
I “marchi colorati”, diversi da macchinario a macchinario, servono ai sensori ottici delle macchine che si occupano del porzionamento per sapere quando tagliare, crimpare, chiudere e saldare il singolo tubetto in modo che siano tutti uguali tra loro.
I marchi quindi differiranno a seconda del macchinario usato, quindi a seconda di come il sensore è tarato per reagire ad un determinato colore. A seconda della linea produttiva e dello stabilimento ad esempio, ma non in base al contenuto.
Non è neppure detto che il marchio vi sia: alcuni macchinari potrebbero troncarlo di netto.
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