Disinformazione

Le speculazioni di un profilo fake sul caso della donna incinta senza tampone

Esiste un profilo palesemente fake che da ieri sta facendo incetta di like e condivisioni, specialmente sulla storia della donna incinta senza tampone che ha perso il bambino dopo esser stata rimandata a casa dal Pronto Soccorso. Per chi volesse approfondire la vicenda ne abbiamo parlato in questo articolo. Parliamo di “profilo palesemente fake” in quanto, oltre a portare il nome di un noto conduttore televisivo, si presenta come il classico account ossessionato da pandemia, vaccini e green pass, residente a Tel Aviv e divulgatore di disinformazione con un taglio narrativo al limite del cringe.

Genitori disperati perché una ragazzina di 14 anni non fa rientro a casa dopo la scuola. Finalmente riescono a rintracciarla e scoprono che le si era scaricato il telefono. Non ha potuto prendere l’autobus perché non è riuscita a dimostrare ai “controllori” di avere il super green.

Anziano di 91 anni costretto ad urinare per strada, in quanto il gestore del bar non lo fa entrare. Aveva scordato a casa il foglio verde cartaceo.

Donna incinta con emorragia in corso, non viene visitata in ospedale perché priva di booster e di tampone. Perde il bambino nel parcheggio dell’ospedale.

Insegnante dopo aver ricevuto importanti effetti avversi post-inoculo, non riesce a farsi esentare. Nessun medico si prende la responsabilità. Si ritrova a doversi pagare le recure e a non poter più lavorare. Non riesce neanche a guidare e non può usufruire dei mezzi pubblici. Vive in un limbo.

Siete fieri del vostro governo?

Il pass non riduce minimamente i contagi, ma è un ottimo strumento di discriminazione.
E se pensate che non vi riguardi, vi sbagliate!

3 delle 4 storie sono totalmente inventate

Una narrazione che di certo fa effetto per i condivisori compulsivi, ma che i nostri lettori ci segnalano insospettiti dalla totale assenza di fonti del post. Come potete notare, infatti, il messaggio non riporta alcun riferimento che consenta ai follower di verificare la notizia. Non si può pretendere che questa sia la sua intenzione, per questo i nostri lettori ci chiedono di approfondire.

Ebbene, la ricerca delle fonti tramite l’impiego di parole chiave non porta alcun risultato per 3 delle 4 notizie riportate. Ciò significa che per “sensibilizzare” il suo pubblico, l’account fake cerca la propaganda anziché la notizia. L’unica storia reale è quella che riguarda la donna incinta, ma viene riportata con informazioni distorte e parziali.

La verità sulla donna incinta

Donna incinta con emorragia in corso, non viene visitata in ospedale perché priva di booster e di tampone. Perde il bambino nel parcheggio dell’ospedale.

“Donna incinta con emorragia in corso” non è esatto. Nel nostro articolo abbiamo riportato le dichiarazioni del marito della donna che alla stampa locale – La Nuova SardegnaL’Unione Sarda – ha riferito che sua moglie accusava lievi perditedolori addominali, così anche mentre i due si trovavano nel triage del Pronto Soccorso di Sassari. L’emorragia è avvenuta dopo, nel parcheggio dell’ospedale, e durante il triste evento la donna ha perso il suo bambino.

La leggerezza con cui il post preso in analisi distorce la notizia è molto grave: la posizione dell’ospedale è già oggetto di verifiche e indagini – la coppia presenterà denuncia in Procura, l’AOU di Sassari avvierà un’indagine interna – ma è stato riferito dal marito stesso che l’emorragia è avvenuta dopo che la coppia è stata rimandata a casa. Dal Pronto Soccorso, inoltre, la coppia era stata invitata a ritornare immediatamente qualora le condizioni si fossero aggravate. Ancora, il primario riferisce che si trattava di perdite lievi che sono comuni nelle prime 5 settimane di gravidanza. Se la donna avesse avuto una emorragia in corso le dinamiche di tutta la vicenda avrebbero certamente preso una piega diversa.

Distorcere i dettagli di una vicenda a favore del like per mera propaganda è chiaramente una strategia acchiappalike che non fa bene all’informazione di questo periodo storico. Abbiamo inoltrato questo post agli uffici dell’AOU di Sassari, anche in forma archiviata, per segnalare la disinformazione.

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