Mentre prosegue il processo per Impeachment di Trump, l’America scopre nuove ferite che rischiano di rallentare il progresso di guarigione della piaga più grande del secolo in corso.
L’assalto al Congresso era organizzato: questa è l’ombra che si staglia sull’assalto del sei Gennaio.
Che non si trattasse solo dell’estemporanea azione di gruppi di QAnon casualmente passati dalle manifestazioni di piazza alla violenza era ovvio da una serie di elementi.
In primo luogo la defunta Ashli Babbitt, morta durante l’attaccato al Congresso e rinnegata dagli stessi QAnon si era lasciata dietro una lunga serie di Tweet e scambi in cui dichiarava di essere pronta ad andare con gli altri Patrioti a catturare e “processare” Pence per il tradimento a Biden.
A seguito dell’azione eroica di Goodman è emersa la presenza di veri e propri depositi di armi d’assalto sparsi intorno al perimetro del Congresso.
E no, non abbiamo creduto neppure per un istante alle scuse dei rivoltosi che asserivano di averli “trovati”.
L’Assalto al Congresso è quindi meno l’azione estemporanea di sciamani che sentivano la volontà del Patriota Q e più un atto deliberato e premeditato.
Il Ministero della Giustizia Americano ritiene di sì.
Gruppi organizzati, come gli “Oath Keepers” si erano organizzati per essere presenti. E armati.
Alcuni dei loro leader, come formulato negli atti di accusa, vagheggiando e baloccandosi con l’idea che Trump stesso avrebbe in qualche modo fornito loro istruzioni e direzioni se si fossero presentati pronti all’insurrezione armata.
Ora, tra le idee di un rivoltoso e la realtà spesso passano oceani, e gli insondabili abissi dell’animo umano sfuggono al diritto.
Il punto della vicenda è che organizzazioni paramilitari di estrema destra erano presenti. E questo è certo.
Erano armate, avevano dibattuto con evidente premeditazione sul da farsi, discutendo sul portare armi e nasconderle, scambiandosi idee su come dissimulare tali azioni.
Non è un caso neppure la scelta del nome dell’organizzazione dalla quale provengono gli odierni imputati: “Oath Keepers”, i “Custodi del Giuramento”.
La mente corre ad una delle più scriteriate e bizzarre teorie dei QAnon (che ricordiamo è un Golem del Complottismo mondiale): quella per cui gli Stati Uniti di America sono ufficialmente andati in bancarotta e sono stati annientati negli ultimi anni e quindi Trump e il Patriota Q sono stati chiamati a ripristinare la “Costituzione Originale degli USA”.
Ed è esattamente questo il punto degli “Oath Keepers”: un gruppo perlopiù di veterani ed ex militari convinti che spetti a loro, anche con violenza e insurrezione, ripristinare quella costituzione originaria.
Negli atti d’accusa al momento campeggiano anche comunicati e messaggi nei quali si inneggia alla violenza ed all’omicidio degli “scarafaggi” e delle “larve” ivi presenti e l’insistente richiesta del principio della “Legge Marziale di Trump”
Fortunatamente le cose sono andate in modo diverso.
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