Occorre assolutamente una ricostruzione sulla pesante lite che si è avuta oggi 10 settembre in aula tra Salvini e Conte, considerando il fatto che il Premier e l’ex Ministro dell’Interno non se le sono mandate a dire. Questione calda e delicata, dopo che negli ultimi giorni abbiamo riscontrato del malumore anche tra i sostenitori della Lega nei confronti di Salvini, come avrete notato da uno dei nostri ultimi approfondimenti sul tema. Proviamo pertanto a capire come siano andate le cose.
La ricostruzione del botta e risposta tra Salvini e Conte, tutto sommato, non è così complessa. Il leader del Carroccio ha esordito chiamando il Premier “presidente Conte-Monti“, insinuando che il suo non sia un discorso che viene da dentro, ma, al contrario, un compitino scritto a casa. La frecciata sul fatto che Renzi lo scorso 7 agosto lo abbia definito “imbarazzante“, fino a chiudere l’intervento sostenendo che questa sera potrà chiamare i figli a testa alta. Con una poltrona in meno e tanta dignità in più, come riportato da Repubblica.
La risposta di Conte non si è fatta attendere. Potrete analizzarla con il video a fine articolo. Sostanzialmente, il Premier non appare sorpreso al cospetto dell’attacco di Salvini, consapevole di essere visto come un nemico per aver ostacolato quella che lui definisce una corsa arrogante alle urne. Chiaro qui il riferimento a Salvini e alla sua voglia di concretizzare i sondaggi che tra fine luglio ed inizio agosto gli avevano dato una grossa spinta.
Infine, Conte ne ha anche per coloro che hanno urlato “dignità, dignità” tra i banchi della Lega, invitandoli nelle prossime settimane a spiegare cosa ci sia di dignitoso nei vari voltafaccia che abbiamo registrato nel corso delle ultime settimane. Ecco la seconda parte dello scontro dialettico tra Salvini e Conte.
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