È il Giorno del Ricordo. “Italiani come gli ebrei”, questa la sintesi che non è piaciuta a molti, compreso il ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi, partita proprio dal MIUR e indirizzata “ai Dirigenti e ai Coordinatori didattici delle Istituzioni scolastiche del sistema nazionale di istruzione”. Il documento è firmato da Stefano Versari Capo Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e formazione del Ministero dell’Istruzione.
La circolare del MIUR è consultabile a questo indirizzo. Riportiamo di seguito il passaggio incriminato:
Il “Giorno del Ricordo” e la conoscenza di quanto accaduto possono aiutare a comprendere che, in quel caso, la “categoria” umana che si voleva piegare e culturalmente nullificare era quella italiana. Poco tempo prima era accaduto, su scala europea, alla “categoria” degli ebrei. Con una atroce volontà di annientamento, mai sperimentata prima nella storia dell’umanità. Pochi decenni prima ancora era toccato alla “categoria” degli Armeni. Eppoi? Sempre vicino a noi, negli anni novanta, vittima è stata la “categoria” dei mussulmani di Srebrenica.
Il passaggio posto in grassetto ha suscitato indignazione anche nel ministro Patrizio Bianchi, che in una nota ha dichiarato: “Ogni dramma ha la sua unicità, va ricordato nella sua specificità e non va confrontato con altri, con il rischio di generare altro dolore”.
Anche l’ANPI, nella persona del presidente Gianfranco Pagliarulo, si è espressa tra le colonne di Repubblica:
La Shoah ha una sua unicità per il coinvolgimento della popolazione tedesca nel suo complesso fu uno sterminio pianificato su una popolazione inerme e senza colpa, così la si banalizza accostandola ad altri fenomeni pur tragici, prodotti della guerra scatenata dai nazifascisti.
Noemi Di Segni, presidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane (UCEI), nel pomeriggio ha incontrato il ministro Bianchi che ha garantito tutto l’impegno del MIUR nel rispettare la tragedia della Shoah. Di Segni ha commentato la circolare del MIUR con queste parole:
Fermo restando il dovere di opporsi a ogni barbarie e di ricordare ogni ingiustizia, cadere in grossolane mistificazioni come è avvenuto corre il rischio di vanificare il lungo e paziente lavoro sulla Memoria condotto anche grazie all’impegno dello stesso Ministero.
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