Si fa davvero fatica ad accettare insulti e critiche che girano sui social oggi 7 novembre, in seguito alla notizia della scorta per Liliana Segre. Dopo la polemica a distanza sollevata da Salvini sulla commissione voluta dalla diretta interessata, come avrete percepito pochi giorni fa sulle nostre pagine, questo giovedì si registrano in alcune pagine pubbliche su Facebook dei commenti preoccupanti. A volte incentrati sul populismo becero, in altri casi invece sull’essere schierati “a prescindere” contro questa donna che ha vissuto sulla sua pelle il dramma dell’Olocausto.
Alcuni nostri lettori ci hanno chiesto in mattinata se fossero veri alcuni screenshot che circolano in rete a proposito di Liliana Segre, dopo l’ufficialità della scorta per la senatrice a vita. Le minacce ricevute della donna, infatti, hanno indotto chi di dovere a prendere le dovute contromisure a tutela della sicurezza. Notizia, evidentemente, accolta non in modo favorevole da coloro che seguono la pagina Sputnik Italia, come si potrà notare nell’apposito post:
“Di questi 200 insulti al giorno sarebbe bello indagare e soprattutto capire da chi e dove viene insultata, visto che la signora non ha nessun profilo social e non ne era neanche a conoscenza, a me sembra una cosa decisamente strumentale”;
“Con la scusa delle minacce invece dell’accompagnamento dell’INPS gli danno la scorta con autista ,e io pago”;
“E io pago ,cosa a fatto mai nella vita, mentre uno per prendere la pensione si deve spaccare la schiena e lavorare una vita mentre questi politici non sanno nemmeno cosa vuol dire fatica”;
“Un’altra zavorra per lo stato italiano”.
Ce ne sono di peggiori, a volte anche volgari, a testimonianza del fatto che in ambito politico, sui social, ci sia un’aria davvero troppo tesa. Del resto, se si arriva a parlare in questo modo di Liliana Segre, rea di avere da questo momento la scorta a disposizione, allora le cose si mettono davvero male in Italia.
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