Il virgolettato di Erri De Luca sionista a cui non importano i palestinesi è un riassunto ritoccato: abbiamo visto più volte come nella frenesia di ridurre ogni discorso ad una “card”, schiacciare minuti di dialogo, se non mezz’ore in una riga virale e masticabile, spesso il virgolettato diventi un virgolettato inventato
Il virgolettato di Erri De Luca sionista a cui non importano i palestinesi è un riassunto ritoccato
E quando non lo diventa del tutto, viene schiacciato fino alla deformazione completa. Fino alla disinformazione
In diversi profili social compare una card dove Erri de Luca direbbbe la seguente frase
“Sono sionista, il destino dei palestinesi non mi interessa”
Esiste solo un problema: non ha mai detto una simile frase, ma una frase accostabile alla prima parte del predicato, quella cioè dove difende il concetto di sionismo.
La presunta intervista compare in La Confessione, episodio del sette febbraio, episodio nel quale parla di diversi conflitti, e dopo aver parlato del conflitto ucraino risponde su Gaza
“Sento la mancanza di altre mobilitazioni. La presenza di questa [NdT: le mobilitazioni su Gaza] può essere anche ragionevole. Sento la mancanza di altre mobilitazioni… per esempio non ci sono mobilitazioni per l’Ucraina, non ci sono mobilitazioni per l’Iran, che è la più grande rivoluzione di popolo che si sta svolgendo in questo secolo, e la lasciamo correre”
Per rispondere poi alla domanda se è sceso in piazza per Gaza
“No! Perché io non voglio dare precedenza a niente di queste… stiamo parlando di guerre. In questo momento per esempio… mi sono sempre interssati i Curdi. In questo momento c’è tutta una distruzione, distruzione del campo dell’autonomia Curda, della quale anche questa passa sotto silenzio. E allora: quelli che scendono per Gaza c’erano già, non avevano bisogno anche di me. […] Io vado in Ucraina, vado in Ucraina con un piccolo camion insieme a un amico […] abbiamo comprato un furgone usato, adesso siamo al terzo furgone usato, si consumano per la strada”
Arriviamo alla domanda deformata: quando Peter Gomez gli chiede se la questione palestinese merita “particolare attenzione” allora De Luca risponde
“Eh sì: è un’attenzione particolare. Si svolge una guerra dentro i centri abitati. Dentro un centro abitato c’è una parte che resiste, dentro un centro abitato, ed un’altra parte che vuole distruggere quella controparte dentro un centro abitato. […] Li hanno costretti a spostarsi a sud e a nord continuamente [NdT: Gli israeliani hanno costretto i Palestinesi] dicendo alla popolazione di andarsene e poi di ritornare. Gli hanno fatto fare l’andirivieni. […] So che [Sionista] è diventata una brutta parola. Alla lettera era l’intenzione di un gruppo di persone, ebrei, di stabilire un focolaio in Palestina, un focolaio ebraico in Palestina. Quindi alla lettera, all’inizio era semplicemente una pia intenzione di collocamento di alcuni che non si trovavano bene dentro l’Europa”
A questo punto gli viene chiesto se “nell’accezione di oggi significa stare con Nethaniau” e se lo Stato Palestinese ha diritto di esistere e lui risponde
“No! No! Lo stato Palestinese ha diritto di esistere evidentemente, ma la questione più noiosa, più fastidiosa, più dolorosa in questo momento non è tanto Gaza quanto la Cisgiordania, perché Israele non potrà mai occupare Gaza, perché non c’é neppure un Israeliano che vive in Gaza mentre in Cisgiordania ci sono già più di 500mila.. coloni, sì, coloni impiantati lì. Lì vi è in corso una strisciante annessione”
Per poi aggiungere che Nethaniau e i religiosi “dovranno essere sconfitti alle prossime elezioni”
Anche sommando un post Facebook precedente, pervenuto su X con un post di Pina Picierno (PD), De Luca definiva il Sionismo
il diritto di Israele a esistere come Stato.
Chi sostiene la necessità di due Stati, Israele e Palestina, è naturalmente sionista, poiché considera Israele uno dei due Stati.
Chi, invece, sostiene la cancellazione di Israele non è per la soluzione a due stati e coincide con Hamas”.
Abbiamo come la card prodotta sia un riassunto del tutto sviato ad uso condivisione virale, se non direttamente ragebait.
Il post X
Del resto questo è il motivo per cui un intero indotto del “giornalismo 2.0”, l’informazione social, si nutre delle card e dei virgolettati inventati.
La sezione dell’intervista ad Erri De Luca dura dal minuto 9 circa al minuto 13.
Sono quattro minuti, e sbobinarli richiede almeno il doppio del tempo per un buon dattilografo e non riuscirai mai a inserirlo in una card viralizzabile e, nel tempo necessario a leggerlo, chi condivide perderà quella “spinta primordiale” a condividere sulle ali dell’indignazione feroce.
Ovviamente possiamo o meno condividere le parole di De Luca, nessuno nasce con la sapienza infusa, tutti abbiamo il diritto alle nostre opinioni.
Ma stritolare un discorso complesso in una card ad uso indignazione no, questo non va fatto.
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