C’è grandissima attesa tra i telespettatori in vista del ritorno di una trasmissione storica come Mixer, che oggi 16 marzo prevede l’intervista e la relativa confessione di Paolo Villaggio che risale addirittura al 1985. Una storia che ha fatto tanto rumore a suo tempo, visto che il popolarissimo attore in quel caso ha tolto la maschera che ha da sempre caratterizzato un personaggio iconico come Fantozzi. Già, perché recandosi negli studi di Mixer l’artista genovese si è soffermato anche sul figlio tossicodipendente.
Un grande ritorno, dunque, in linea con quanto vi abbiamo riportato ad inizio settimana con un altro articolo relativo ai palinsesti televisivi qui in Italia. Cosa c’è da dire in questo particolare frangente sul ritorno di Mixer con la confessione di Paolo Villaggio sul figlio tossicodipendente? L’attore, poco meno di 40 anni fa, ha deciso di rendere pubblico un problema spinoso ed estremamente delicato all’interno del suo nucleo familiare.
In particolare, con parole forti disse subito che i drogati non dovessero essere etichettati come tali, ma con l’appellativo di “tossicodipendenti”. Nel farlo, ha anche raccontato un confronto molto acceso che ebbe in quel periodo con il direttore di un noto giornale italiano. Si tratta, nel dettaglio, del secondo figlio di Paolo Villaggio. Ora vive a Perugia e da quello che risulta alle cronache, è uscito da tempo da quel tunnel al punto da costuirsi una famiglia e vivere serenamente.
Una storia molto intensa quella che ha condizionato non poco la sfera privata di Paolo Villaggio, il cui rapporto con il figlio è stato spesso e volentieri complicato. Salvo poi ricomporsi negli ultimi anni di vita dell’attore. Il ritorno di Mixer consente di contestualizzare determinati personaggi e comprendere come abbiano vissuto anni più complicati rispetto alla percezione comune degli italiani.
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