Editoriale

Il Prefetto ferma gli Angeli del Fango, loro rispondono

Il Prefetto ferma gli Angeli del Fango, loro rispondono: anche questo succede nell’Emilia Romagna piagata all’alluvione. E non si faccia l’errore di trasformare questa storia nell’occasione da tifoseria in cui si punta il dito cercando buoni e cattivi.

Il Prefetto ferma gli Angeli del Fango, loro rispondono

In questo caso, come vedremo, tutti hanno le loro ragioni e tutti hanno il diritto di dire la loro.

Il Prefetto ferma gli Angeli del Fango, loro rispondono

Da un lato ci sono gli “angeli del fango”, i volontari che da sempre accorrono dovunque ci sia bisogno. Dovunque ci siano calamità, per portare aiuto, soccorso, anche solo un pasto caldo e il sostegno.

Dall’altro ci sono le amministrazioni in una situazione di oggettiva crisi, dove si lotta centimetro per centimetro per strappare strade e città al fango e i risultati arrivano lentissimamente.

Ad un certo punto le amministrazioni si ritrovano nella situazione di chiedere agli Angeli del Fango di non accorrere più

“Pur esprimendo il più sincero apprezzamento per il grande sentimento di solidarietà che sta animando tantissimi volontari ’angeli del fango’ che si stanno attivando per raggiungere le zone maggiormente colpite dall’alluvione, soprattutto nel fine settimana – si legge nella nota della Prefettura –, il prefetto di Ravenna Castrese De Rosa e tutti i sindaci della provincia rivolgono un accorato appello a non mettersi in movimento in questi giorni nei quali sono ancora all’opera moltissimi uomini e mezzi della Protezione civile, che potrebbero essere, seppure involontariamente, intralciati nel loro operato, con conseguente pregiudizio del buon esito delle attività in corso e anche a tutela della loro incolumità e di quella degli altri”.

Citando le condizioni della viabilità e del territorio, che rendono l’arrivo disagevole, e in un territorio così piagato rendono limitata la possibilità di accogliere aiuto e sostegno.

Ma altrettanto legittimamente replicano gli “Angeli del Fango”, con un breve video. Uno in cui si pongono una semplice domanda: quest’ordinanza, queste richieste di coordinamento (c’è ora una piattaforma per coordinare il sostegno anche dei volontari) sono arrivati ora.

Ma fino a nove giorni fa, dove erano tutti? I volontari sono arrivati per primi, ricordano, e sono a favore di ogni miglioramento nella coordinazione e nella cooperazione.

Ma non a sentirsi “intralcio”, e senza ritenere il loro scopo sia venuto meno.

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