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Il pandoro di Chiara Ferragni nel mirino di Selvaggia Lucarelli: “Non è beneficenza”

Nel novembre 2022 l’azienda Balocco ha lanciato il pandoro di Chiara Ferragni, una collaborazione tra brand con scopi benefici. Come si legge sul sito ufficiale di Balocco, infatti, l’iniziativa è nata con lo scopo di promuovere la ricerca per combattere i tumori infantili finanziando un progetto dell’ospedale Regina Margherita di Torino.

Nelle ultime ore, tuttavia, la giornalista e opinionista Selvaggia Lucarelli ha pubblicato una sua indagine al termine della quale sarebbe emerso che il pandoro di Chiara Ferragni distribuito da Balocco sarebbe soltanto un’operazione commerciale.

Ph: Città di Parma/Flickr 

Il pandoro di Chiara Ferragni

Il pandoro di Chiara Ferragni è un’edizione limitata distribuita da Balocco, frutto di una collaborazione tra i due brand con il logo dell’influencer inciso in cima al dolce. Peculiarità del prodotto è lo zucchero a velo rosa, motivo per cui il pandoro di Chiara Ferragni è chiamato Pink Christmas.

Come detto in apertura, sul sito dell’azienda leggiamo quanto segue:

La delicatezza del Pandoro Balocco si unisce all’estro creativo di Chiara Ferragni. Balocco e Chiara Ferragni sostengono la ricerca contro i tumori infantili, finanziando un progetto di ricerca promosso dall’Ospedale Regina Margherita di Torino.

I dubbi di Selvaggia Lucarelli

In un articolo pubblicato il 14 dicembre 2022, Selvaggia Lucarelli ha riepilogato tutte le notizie sul pandoro di Chiara Ferragni note all’opinione pubblica e riportate dalla stampa fino ad oggi.

Ad un certo punto, la Lucarelli scrive di essersi insospettita per la presenza dell’hashtag #adv riportato dall’influencer in ogni post che riguardava il suo pandoro.

Tra gli hashtag infatti c’è il famoso #adv che sta ad indicare che quello è un contenuto sponsorizzato. Ovvero pagato. In che modo dunque Chiara Ferragni contribuisce a questa iniziativa benefica, se è pagata immagino molti soldi da Balocco per vendere pandori?

Solitamente un’iniziativa benefica consiste nel devolvere parte del ricavato di un prodotto a sostegno di una causa/un’azienda/un ospedale/un’associazione e via discorrendo, e la Lucarelli fa notare che questo è ciò più volte hanno riportato “moltissimi siti e giornali”, ma da nessuna parte viene fatta chiarezza “su ricavi e percentuali”.

La Lucarelli, inoltre, riporta che Chiara Ferragni avrebbe dichiarato in alcune storie Instagram che avrebbe regalato il prodotto al suo team, sempre sotto l’hashtag #adv. Ciò che è chiaro, quindi, è che Balocco avrebbe siglato un accordo commerciale con il brand di Chiara Ferragni.

A questo punto la giornalista inizia a telefonare, partendo dall’ufficio stampa di Balocco.

La risposta dell’ufficio stampa di Balocco

Selvaggia Lucarelli riporta il contenuto della telefonata con l’ufficio stampa di Balocco:

Non c’è una diretta proporzione tra il numero di pandori venduti e la quota che viene destinata al progetto. Ferragni e Balocco hanno deciso insieme il destinatario della donazione e Balocco ha fatto una donazione al Regina Margherita.  Poi detta tra noi si è voluto sottolineare la sinergia di intenti tra i due soggetti ma a tutti gli effetti è una donazione di Balocco.

Secondo l’ufficio stampa, quindi, non si tratterebbe di una raccolta fondi a favore del Regina Margherita ma di una donazione di Balocco. L’ufficio stampa dice:

Chiara Ferragni ha un suo compenso da Balocco, è un progetto commerciale, poi se lei nel privato ha donato qualcosa non lo so.

Infine, l’addetto al telefono risponde con “non lo sappiamo” alla domanda sull’entità della donazione.

La risposta del Regina Margherita

L’ufficio stampa ha riferito che “Balocco ha fatto una donazione”, un tempo verbale che sottintende un’azione già compiuta. Ciò non viene confermato dall’ufficio stampa del Regina Margherita, che consiglia di contattare la dottoressa che in prima persona segue il progetto dall’inizio.

La dottoressa dice:

La donazione non è ancora avvenuta perché riceveremo la cifra alla fine di questa campagna di raccolta fondi con la vendita di questo pandoro.

“Prima vendono e poi donano”, conclude la dottoressa, ma Selvaggia Lucarelli – riferendo quanto appreso dall’ufficio stampa di Balocco – ribadisce che non si tratta di una raccolta fondi.

Tra le due si crea una certa tensione, quindi la telefonata si conclude con un altro “non lo so” sull’entità della donazione.

Le conclusioni di Selvaggia Lucarelli

In conclusione, Selvaggia Lucarelli ritiene che si tratti di “un gigantesco equivoco”, frutto di una “comunicazione insufficiente”, dunque di un “intento evidentemente commerciale mescolato maldestramente a un’iniziativa benefica”.

Per questo la giornalista parla del pandoro di Chiara Ferragni come un’operazione reputazionale. Grazie all’influencer, l’azienda avrebbe venduto di più.

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