Bufala

Il divieto di mutande usate nel Codice della Strada è una fake news riciclata

Ci è stato sottoposto un articolo del 12 settembre che parla di un divieto di mutande usate nel Codice della Strada. Si tratta di un riciclo creativo di un precedente articolo dello stesso circuito, pubblicato il sette agosto.

Il divieto di mutande usate nel Codice della Strada è una fake news riciclata

Il circuto di notizie che ha pubblicato i due articoli non è nuovo come abbiamo già visto a pezzi ammantati di un certo sensazionalismo e, in questo caso, facenti parte del filone delle “leggi assurde”.

Il divieto di mutande usate nel Codice della Strada è una fake news riciclata

In questo caso però la notizia viene ulteriormente caricata precisando che sì, si tratta di San Francisco e non dell’Italia, ma millantando che “da diversi anni gli agenti delle forze dell’ordine controllano le mutande di ogni automobilista, punendo chi guida con indumenti intimi troppo vecchi“.

Dato completamente falso.

Come abbiamo visto, semplicemente esiste un articolo, Section 694 del Codice Legale della Città di San Francisco, che regola la compravendita di stracci per la pulizia, definiti come “stracci utili per pulire superfici, macchinari, strumenti, locomotive, autovetture e motocicli, ma anche finestre, le mani dei meccanici e, generalmente, ogni uso noto per gli stracci.

E tale articolo vieta di commerciare abiti, biancheria e lenzuola sporchi come stracci senza aver prima pulito la materia prima: nessuno vuole comprare uno straccio unto di sudore, feci e fluidi corporei altrui.

La logica è semplice: chi compra uno straccio si aspetta di comprare stracci puliti, è ammesso riciclare ma comunque prima di ricavare dalla stoffa usata stracci dovresti lavarli perché a nessuno piace comprare stracci cosparsi di liquami, e neppure sarebbe igenico farlo.

In un assurdo telefono senza fili della fake news si è quindi passati da “Se è vietato vendere stracci ricavati da biancheria allora scriviamo che esiste una legge che vieta di pulire le auto con le mutande”, seguito “Allora le forze dell’Ordine sono alla ricerca di mutande in auto” per arrivare a “ti chiedono di mostrare le mutande al posto di blocco”.

E infine, in questa ultima iterazione “non puoi guidare con le mutande sporche”.

Arrivando alla bufala sulla bufala, e con tanto di riciclo creativo. Pratica cui il circuito di testate che ha diffuso entrambi gli articoli non è nuovo:in passato ci ha mostrato il presunto divieto di guidare auto nere di domenica (in Colorado) e la “non notizia” di eserciti di pizzaioli tamarri napoletani pronti a coprire le targhe col sugo della pizza per evitare sanzioni.

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