Pur nell’intenzione di fare dell’informazione – corretta, a questo giro – i viralizzatori non rinunciano a buttarla in caciara. Stiamo parlando di un messaggio virale in circolo su WhatsApp in cui si invita a recarsi alle urne il 29 marzo 2020 per il Referendum confermativo per il taglio dei parlamentari.
Il messaggio in circolazione su WhatsApp recita così:
Ricordiamo a tutti I nostri conoscenti che il 29 marzo 2020 siamo chiamati alle urne per il referendum confermativo per il taglio dei nostri CARI parlamentari….. dagli attuali 945 a 600 in totale, di cui 200 senatori (da 315) e 400 deputati (da 630). PASSAPAROLA visto che è pochissimo pubblicizzato….chissà perché?
Come sono infami… Non lo fanno sapere a nessuno… Importante che parlino di Sanremo
Fai girare
Riferite a chi vi manda il messaggio che anche quest’anno il Pulitzer arriverà l’anno prossimo, visto che di questo referendum se ne parla eccome e ci sono anche riscontri sui siti istituzionali. Ansa, per esempio, in un articolo di oggi 19 febbraio scrive:
La riforma costituzionale sul taglio dei parlamentari riduce i deputati da 630 a 400 e i senatori da 315 a 200. L’istituto dei senatori a vita è conservato fissandone a 5 il numero massimo (finora 5 era il numero massimo che ciascun presidente poteva nominare). Ridotti anche gli eletti all’estero: i deputati scendono da 12 a 8, i senatori da 6 a 4.
Come riporta il sito governativo del Dipartimento per gli Affari Interni e Territoriali il 17 febbraio, il provvedimento è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n.36 del 13 febbraio. A dare il via libera al referendum è stata una sentenza della Cassazione (lo riporta Repubblica anche quando parla di Sanremo) sulla base dell’art. 138 della Costituzione che recita:
Le leggi di revisione della Costituzione e le altre leggi costituzionali sono adottate da ciascuna Camera con due successive deliberazioni ad intervallo non minore di tre mesi, e sono approvate a maggioranza assoluta dei componenti di ciascuna Camera nella seconda votazione [cfr. art. 72 c.4].
Le leggi stesse sono sottoposte a referendum popolare [cfr. art. 87 c.6] quando, entro tre mesi dalla loro pubblicazione, ne facciano domanda un quinto dei membri di una Camera o cinquecentomila elettori o cinque Consigli regionali. La legge sottoposta a referendum non è promulgata [cfr. artt. 73 c.1, 87 c.5 ], se non è approvata dalla maggioranza dei voti validi.
Non si fa luogo a referendum se la legge è stata approvata nella seconda votazione da ciascuna delle Camere a maggioranza di due terzi dei suoi componenti.
Non trattandosi di voto abrogativo, tale referendum non avrà quorum, sarà dunque sufficiente che i favorevoli superino i contrari. I seggi saranno aperti il 29 marzo dalle 7 alle 23. È dunque vero che il 29 marzo potremo andare alle urne per il referendum confermativo per il taglio dei parlamentari. Di seguito un elettore indignato a prescindere:
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