I giorni di scuola sono diventati 250 per davvero? Ovviamente, se ci avete segnalato questa notizia siete caduti nel Pesce di Aprile di “Tecnica della Scuola”.
Pesce di Aprile confesso, ben congegnato, ma i segnali c’erano.
“Tenuto conto – si legge nel dispositivo 1/4/25 all’articolo NO25 – che in tutto il globo terracqueo le giornate lavorative sono in numero di 250, su un totale di 365 giorni complessivi, non considerando gli anni bisestili, dentro cui sono pure conteggiate 52 domeniche, 52 sabati e 10 festività nazionali, con la presente legge viene stabilito che allo svolgimento delle lezioni sono assegnati, in un anno scolastico, non più un minimo di 200 giorni, come prevedeva il dispositivo di legge del 1994, ma almeno 250 giornate”.
“Sicuramente – si legge ancora – oltre alle festività nazionali, sono previsti due giorni a scelta del Consiglio di Istituto per le festività locali, per non deludere l’utenza e i docenti”.
Riporta infatti il falso dispositivo del falso articolo (“NO25”), scritto volutamente in un linguaggio ampolloso e simile al legalese da stereotipo. Una burla dove si contrappone all’ira degli insegnanti “col coltello in bocca” il desiderio degli albergatori di avere invece più giorni di vacanza, e quindi di ferie.
Uno scherzo, e ci siete caduti.
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