Questo è il primo articolo di una serie dedicata alla disciplina nota come “OSINT” (Open Source Intelligence), ovvero l’arte di raccogliere e analizzare informazioni disponibili pubblicamente (e gratuitamente) sul web.
Abbiamo scelto di scrivere questa miniguida perché la sicurezza online è, nel 2025, un tema cruciale ma allo stesso tempo alla portata di tutti con pochi e piccoli accorgimenti: spesso diamo per scontato che ciò che ci restituisce il nostro amico Google sia automaticamente affidabile, credibile e sicuro, eppure non è così.
OSINT, un termine complesso ma di facile comprensione
“Fare OSINT” significa sfruttare fonti aperte – siti web, social network, forum, documenti pubblici – per ottenere informazioni utili. Non si tratta di hacking o tecniche di accesso complesse e/o illegali, ma di effettuare una rapida analisi intelligente di ciò che è già visibile e a nostra disposizione.
GUIDA OSINT #1 – Come capire se un sito è sicuro: 5 trucchi del mestiere
Questa serie di articoli nasce per fornire strumenti pratici e immediati, così da rendere chiunque più consapevole e capace di difendersi dalle trappole digitali.
Sono su un sito sicuro?
Di seguito 5 semplici “trucchi del mestiere” utili ma non esaustivi da tenere d’occhio ogniqualvolta suoni un campanellino d’allarme durante una sessione di ricerca online.
HTTPS (HyperText Transfer Protocol Secure) altro acronimo complicato, altro non è che la versione sicura di HTTP, il protocollo di comunicazione che permette al tuo browser (es. Google Chrome, Mozilla Firefox o Safari) di collegarsi ai server e scaricare le pagine web. È la base del World Wide Web.
Quando navighi su internet, il tuo browser invia una richiesta HTTP al server su cui “staziona” il sito che vuoi raggiungere (una sorta di “toc toc: dammi la homepage di questo sito!”). Il server risponde con un messaggio HTTP che contiene il codice HTML del sito (una sequenza di indicazioni ed istruzioni per il tuo browser, per dirgli “va bene, mostra il sito in questo modo però”). Il browser interpreta la risposta e mostra la pagina.
Nell’URL di un sito (visibile nella tab di ricerca), https è posto all’inizio, es.: https://www.bufale.net/
Che differenza c’è tra http e https?
HTTP trasmette i dati in chiaro, mentre HTTPS li crittografa, impedendo che possano essere intercettati facilmente.
Se hai il dubbio che ciò che stai leggenda possa non essere affidabile, espandi i tuoi orizzonti.
Non limitarti al sito stesso: fai una Googlata e verifica dove compare sito, chi lo cita, se fonti affidabili rimandano spesso ad esso o se invece online se ne parla come di un sito poco affidabile o addirittura presente in liste di siti predatori (es. su Bufale.net puoi trovare un elenco aggiornato con alcuni tra i siti fraudolenti più famosi).
Controlla inoltre se il sito ha una presenza coerente su altri canali e se questi sono attivi: social media ufficiali, directory aziendali, citazioni su portali di settore.
Un sito isolato, senza alcun riferimento esterno, è senza dubbio sospetto.
Un sito serio riporta informazioni chiare: indirizzo, partita IVA, contatti verificabili… se si tratta di un editoriale viene spesso citata la redazione o eventuali sponsor.
In ambito OSINT, puoi incrociare questi dati con registri ufficiali o database pubblici…o ricorrere ancora una volta a Google, per cercare le persone che “stanno dietro” a ciò che leggi.
L’assenza di trasparenza è un segnale di allarme.
Titoli esagerati, offerte incredibilmente convenienti, promesse fuori dal comune: sono spesso esche clickbait o truffe (per quanto il giornalismo moderno ne faccia ormai largo utilizzo).
In OSINT, imparare a riconoscere il linguaggio manipolatorio è essenziale: chiediti sempre quale sia lo scopo dietro un titolo troppo polarizzante – vogliono “semplicemente” invogliarmi a leggerlo o stanno cercando di manipolarmi?
Ricorda: se un contenuto sembra “troppo bello per essere vero”, probabilmente non lo è.
Layout scadente, loghi sgranati, testi pieni di errori grammaticali: segni di scarsa professionalità.
All’altro estremo scritture ripetitive, costrutti semantici standardizzati, assenza di “umanità” e scivoloni di significato possono indicare testi generati dall’intelligenza artificiale-
I siti truffa raramente investono in grafica o contenuti curati, puntando principalmente sul volume di contenuti e sull’abbassamento delle difese del lettore a seguito di contenuti fortemente emozionali.
Un occhio allenato coglie subito queste incongruenze.
I rischi sono molteplici e vanno ben oltre dei cari e vecchi “virus”…ad oggi le truffe informatiche sono tra le più variegate:
Capire se un sito è sicuro è frutto di semplice allenamento ed occhio attento: già solo applicando questi 5 trucchetti, riduci drasticamente il rischio di cadere nelle trappole digitali…il resto verrà col tempo.
E se ti capita qualche inconveniente ricorda: siamo esseri umani, non c’è niente di male.
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