Arrivano alcune indicazioni molto interessanti, per quanto riguarda l’enorme superficialità con cui tanti italiani, tra domenica e lunedì, hanno citato sui propri canali social Filiberto Mastropasqua come infiltrato della Polizia in occasione della manifestazione no green pass di Roma. In verità, noi vi avevamo avvertiti con un primo articolo in merito, quando la verità ancora non era venuta a galla. Fare insinuazioni sulle persone, creando gogne (con l’aggravante che qui si parli di un importante membro della Polizia), non porta a nulla di buono.
Sarà così anche questa volta, visto che migliaia di italiani hanno toppato alla grande con le rispettive condivisioni su Filiberto Mastropasqua infiltrato della Polizia durante le tensioni di sabato scorso. Tutto nasce da alcuni “fenomeni su Facebook“, i quali hanno associato immediatamente il famoso omone con maglietta grigia e senza capelli all’uomo che è a capo del Commissariato di Prati. Superficialità imperdonabile, in quanto le immagini non erano così nitide da poter dimostrare qualcosa.
Chiariamoci una volta per tutte. Quella persona è un poliziotto, che tra le altre cose si è presentato spontaneamente in Questura e nelle ultime ore è stato deferito anche alla Procura della Repubblica. Dunque, la sua posizione verrà valutata con grande attenzione e, in caso di responsabilità accertate, ci saranno conseguenze per quanto fatto a Roma sabato scorso. Questo, però, non dà alcun diritto alle persone di citare Filiberto Mastropasqua come infiltrato così, a caso.
Non è sufficiente individuare una presunta somiglianza, tra le altre cose anche relativa, per citare personale a caso. A quanto detto finora, non a caso, aggiungiamo anche il fatto che Filiberto Mastropasqua in quelle ore non fosse in servizio. Altro che infiltrato. Per i superficialoni dei social i problemi potrebbero solo essere all’inizio, visto che la Digos sta indagando su chi abbia fatto partire la catena, come riporta Repubblica.
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