Editoriale

Giorgia Meloni sostiene Zelensky (a ragione), i proPutin insorgono

Giorgia Meloni sostiene Zelensky (a ragione), i proPutin insorgono. Questo il riassunto di uno dei primi pomeriggi post-elezioni nei quali Giorgia Meloni “prende le misure” di un ruolo non ancora suo, ma che il risultato elettorale danno ormai per sicuro nel prossimo futuro.

Risultato alla luce della continuità Atlantica: la persona al momento più vicina alla Presidenza del Consiglio si accinge ad una continuità nel conflitto che la porta a ribadire il supporto per Zelensky e l’Ucraina invasa

In un reciproco scambio di complimenti tra il Premier Ucraino e la futura Premier Italiana, Zelensky auspica in italiano il proseguire della cooperazione e Giorgia Meloni la assicura in perfetto inglese.

Ma siamo sui social, quei social dove, complici le “fabbriche dei Troll” e le “Fonti Russe” esiste una costante presenza filoPutiniana in servizio permanente pronta a lanciare il cuore oltre l’ostacolo, là dove l’indecenza si fa scienza.

Abbiamo visto filoputin fotografare fornelli del gas e lodare lo Zar di Russia con tanto zelo da indurre i giornalisti Russi a ritenere di aver trovato sodali ed alleati.

Abbiamo visto nel resto di Europa manifestazioni contro l’Ucraina esistenti solo sui Social che alla prova del mondo reale sono evaporate nel nulla totale.

Siamo quindi dinanzi a due tipi di reazioni visibili a questa affermazione di principio.

Giorgia Meloni sostiene Zelensky (a ragione), i proPutin insorgono

Di qualsiasi colore sia, un governo Occidentale in questa stagione poltica non può che essere Atlantista e contro una vera e propria guerra. E solo qualcuno che abbia passato l’ultimo mese sotto un sasso ignorando le dichiarazioni pubbliche e programmatiche di Giorgia Meloni avrebbe potuto pensare di vederla schierarsi a favore di Putin.

Bastava ascoltare il suo intervento da Mentana, nel quale ha ribadito che il conflitto in Ucraina non si fermerebbe solo all’Ucraina, ma alla creazione di un assetto pronto a indebolire l’Occidente tutto, l’Europa in secondo luogo e infine l’Italia, e un ipotetico “sfilarsi” non farebbe che indebolire un fronte Occidentale che andrebbe avanti senza di noi.

Un intervento comprensibile: era italiano, non una perduta lingua morta. Ma sui social succedono cose strane. Si leggono cose strane. “Le parole dure di persone strane” cantate dai Simpsons

Account con nomi in cirillico che rinfacciano agli americani di non aver provato a liberare l’Italia dal nazismo con la diplomazia (magari chiedendo a Hitler di fare il bravo per piacere piacerino?), tripudi di bandiere russe che “ordinano” alla futura Premier di “tornare a coltivare patate”, filoputin che le ordinano di “fare l’interesse dei Patrioti Italiani” quando il discorso da Mentana rende evidente che confondere l’interesse dei Patrioti Italiani con quello dei Patrioti per Putin è un errore da matita rossa e account sempre in cirillico che la implorano di salvare gli Ucraini convincendoli a consegnarsi mani e piedi a Putin per venirsi a “pigliare il perdono” come nella versione sovietica di Gomorra.

Fortunatamente, anche i messaggi di sostegno sono tanti.

Se qualcuno dalle parti della Russia pensava di trovare una spalla su cui piangere in Italia, possiamo ritenere il risveglio gli abbia portato brutte sorprese.

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