Giammarco Sicuro vittima di un fotomontaggio: non basta essere un reporter che valorosamente e coraggiosamente ci descrive gli orrori dell’Ucraina. Quando si finisce anche lapidati da personaggi online che hanno scoperto che ci sono applicazioni per smartphone e anche online che consentono di togliere gli sfondi da ritratti di persone hanno deciso di prendersi beffa di lui.
Giammarco Sicuro vittima di un fotomontaggio, denuncia (giustamente)
Organizzando una foto scontornata veramente male, ma al livello del Corto Maltese che augura il “buongiornissimo kaffé” sulle pagine degli utenti di mezza età in crisi generazionale e di competenze informatiche, allo scopo di lapidare il giornalista.
Ovviamente dopo i negazionisti della Guerra arrivano i negazionisti dell’Ucraina, che portano il dettato di Putin un po’ più in là. Laddove Putin ha più volte negato all’Ucraina esistenza e dignità, i nuovi negazionisti negano che Kiev esista.
Ovviamente, come i negazionisti dello sbarco sulla Luna si spinsero a vette di ridicolo annunciando lieti che Stanley Kubrick aveva ricostruito il satellite della Terra in uno dei suoi studi, i moderni negazionisti della guerra si spingono a dichiarare che Sicuro ha ricostruito l’Ucraina all’Ospedale di Brescia.
Naturalmente, pagandone care le conseguenze.
Come riferisce lo stesso giornalista, una pagina ha diffuso inizialmente il goffo fotomontaggio per poi cancellare tutto quando l’interessato ne è stato reso edotto.
La pagina aveva comunque ottenuto il suo scopo: con un ingente numero di condivisioni in poche ore, era palese che qualcuno sarebbe arrivato da noi con la foto chiedendo il fact checking dell’ovvio (punti extra per averci mandato una foto del monitor anziché usare lo strumento “screenshot” di Windows e MacOS…) e qualcuno sarebbe arrivato gonfio di livore a ricoprire di insulti il giornalista.
Che in Ucraina, già svegliatosi sotto le bombe russe, si è anche trovato nel gruppo di messaggi gli attacchi immotivati di un hater.
Ai quali era possibile solo una risposta che approviamo
Occhio che ti arriva una querela, coniglio da tastiera!
Seguita da un sardonico “buon viaggio”.
Spero un viaggio lontano dalle fake news. E speriamo che chiunque abbia condiviso questo grottesco fotomontaggio, del quale il reporter stesso ha fornito la foto usata come base per il ritocco, debba risponderne in tribunale.
Bisogna infatti togliere a negazionisti e complottisti l’ultima abitudine: quella secondo cui loro dovrebbero ritenersi liberi di calunniare, accusare e infamare il prossimo nascondendosi dietro un “Eh, ma se sei innocente allora avrai le prove”.
Non funziona così.
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