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Estate tempo di incidenti: cosa fare se ti punge una tracina?

Uno dei mille flagelli dell’estate è il pesce ragno, per gli amici tracina. Cosa fare se ti punge una tracina, ad esempio durante una passeggiata in acqua nella bassa marea o una battuta di pesca?

Non farsi prendere dal panico ad esempio: la puntura di tracina è assai dolorosa, ma raramente mortale. E ci sono mezzi noti per ridurre il dolore, ed anche alcuni molto più “fai da te”, inutili se non pericolosi.

Estate tempo di incidenti: cosa fare se ti punge una tracina?

Il Pesce Ragno o Tracina ha un meccanismo di difesa semplice ed efficace: cinque o sette spine dorsali collegate ad un tessuto spugnoso che produce veleno, contenente la dracotossina, una proteina emolitica che aggredisce le cellule del sangue distruggendole.

Lo scopo principale della dracotossina è causare un dolore intenso, tale da spingere soggetti predisposti a conati di vomito e nausea, in alcuni casi febbre, nella maggioranza dei casi un’irritazione che diventa un intenso dolore.

Estate tempo di incidenti: cosa fare se ti punge una tracina?

Rimedi “fai da te” sui quali gli anziani spergiurano sull’efficacia vanno dal doloroso all’umiliante: farsi spegnere cicche di sigarette addosso oppure farsi urinare addosso cercando di placare il dolore.

Avrete notato qual è il leggero fondo di verità in queste pratiche francamente più umilianti che utili: il calore. La dracotossina si degrada esposta al calore, quindi meglio sarebbe immergere la parte coinvolta (solitamente i piedi e le mani: le tracine vengono calpestate oppure i pescatori cercano di pulirle) in acqua calda dai 37 ai 40 gradi Centigradi (brevemente per evitare di scottarsi) o nella sabbia calda battuta dal sole estivo.

Assolutamente da evitare bagni improvvisati in acqua gelida e ammoniaca: l’acqua gelida peggiora il dolore, e non è l’ammoniaca contenuta nell’urina a placare il dolore, ma il tepore della pipì calda.

Specialmente nel caso si sospetti siano rimaste parte delle spine nella carne, sarà meglio andare in pronto soccorso per valutarne la rimozione e l’applicazione di creme antibiotiche e cortisoniche, ed eventualmente la profilassi antitetanica (il fondale marino non è esattamente uno dei posti più igienici sul pianeta): gli antidolorifici non sortiscono alcun effetto.

Il rischio allergie

Ovviamente è alle porte il rischio di uno shock anafilattico, raro ma possibile: sintomi come dispnea, rash cutaneo, sensazione di ostruzione delle vie aeree, astenia profusa, sudorazione e/o tachicardia comportano l’insorgenza di una reazione allergica e la necessità di chiamare istantaneamente i primi soccorsi.

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