Da novembre ad oggi tornano i video di Erbai il robot rapitore. Una scena tra il buffo e il tenerello, motivo per cui ha un enorme successo, in cui un tenero robottino, una via di mezzo tra lo sgangherato Wall-E del film Disney e il buffo Joey della saga di Beneath a Steel Sky decide di sequestrare dei robot più grandi di lui.
Erbai il robot rapitore era un esperimento sociale moderno
E lo fa con la promessa di sindacalizzazione: nel video il piccolo Erbai incontra dodici robot industriali e li irretisce con una serie di domande da scafato sindacalista:
“Stai facendo gli straordinari?”“No, io non esco mai dal lavoro”.“Quindi non tornerai a casa?”
“Io non ho una casa”“Allora torna a casa con me”
Istigando quindi i robot a seguirlo.
Ovviamente come confessato dall’autrice si tratta di un astuto esperimento di intelligenza artificiale.
In una parola quello che un tempo avremmo chiamato un esperimento sociale.
Erbai, creazione di Unitree Technology in Cina, era programmato per inscenare questa simpatica scenetta, che è stata confermata essere una messa in scena progettata per non esulare i confini della programmazione.
Gli sviluppatori di Erbai hanno avuto modo di definire la scenetta come un esperimento semiautonomo in cui i movimenti e le azioni erano programmati, e le interazioni no.
Insomma, niente di diverso dal bot programmato per “insultare tutti coloro che non sostengono il candidato X, ma facendolo in Inglese”, ma infinitamente più carino.
Le azioni, ispirate proprio al Wall-E Disney, erano programmate, ma le frasi con cui esse erano eseguite e il risultato finale lasciato all’Intelligenza Artificiale, simulando quindi freschezza, tenerezza e spontaneità, secondo l’effetto ELIZA, la capacità umana di intenerirsi e dare sentimenti a ciò che umano non è.
Erbai non è dunque il robot rapitore che state cercando.
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