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È morta Maggie Smith, simbolo stesso delle attrici britanniche

Se dici a qualcuno “attore britannico” vengono in mente due nomi: lo scozzese Sean Connery e Sir Ian McKellen di Burnley per la categoria maschile, e la londinese (di Ilford) Maggie Smith per la categoria femminile.

Parliamo di una attrice così quintessenziale che da noi chiunque pensi all’idea di “attrice inglese” si farà venire in mente Maggie Smith, come dimostra il florilegio di articoli col necrologio pronto per Minerva McGrannitt, l’austera ma generosa e inseme materna insegnante della saga di Harry Potter e Violet, Contessa Madre di Grantham nella serie Downton Abbey.

Ma ovviamente era molto più che i suoi ultimi due ruoli, ancorché squisitamente british nel loro stile e quindi adatti alle corde di una attrice di pregio cresciuta nel teatro Inglese.

È morta Maggie Smith, simbolo stesso delle attrici britanniche

Sin dal 1959 Maggie Smith fu parte della più prestigiosa compagnia inglese, quella dell’Old Vic, accompagnandola fino allo scioglimento della compagnia quattro anni dopo, per poi diventare una attrice shakesperiana di gran pregi, per poi passare al piccolo e grande schermo.

È morta Maggie Smith, simbolo stesso delle attrici britanniche

Nel 1958 ottenne il primo ruolo da protagonista nel film Senza domani di Seth Holt, che le valse la candidatura ai BAFTA Awards come miglior attrice debuttante, per passare gli anni ’60 in parti da non protagonista ma di pregio, ricandidandosi ai BAFTA con Il Maagnifico Irlandese di Jack Cardiff.

Il primo Oscar da protagonista arrivò con La strana voglia di Jean di Ronald Neame nel 1969, un secondo come attrice non protagonista dieci anni dopo con California Suite di Herbert Ross, nonché un Golden Globe.

Maggie Smith, come da vocazione nel teatro, mostrò immediatamente una flessibilità nei ruoli inedita e incredibile, spaziando da ruoli più maturi a ruoli in storie più giovanili: interpreterà Campanellino in Hook, sequel ideale del 1991 della storia di Peter Pan, al fianco di un Peter ormai adulto, attempato e amareggiato dall’aver rinunciato all’eterna giovinezza per avere una vera famiglia, interpretato da un dolente Robin Williams.

Sarà poi solo un anno dopo la Madre Superiora della Saga di Sister Act, tornando quindi ad essere un personaggio insieme materno e austero chiamato a frenare gli entusiasmi di Delores Van Cartier, ovvero Suor Maria Claretta, bizzarra cantante diventata suora interpretata da una energica Whoopie Goldberg.

Proprio quest’ultima tipologia di ruoli la rese amata ai bambini e meno bambini di tutto il mondo, dove portò sul piccolo schermo il personaggio di Minerva McGrannitt, la professoressa di Trasfigurazioni del giovane Mago Harry Potter e sua figura materna surrogata, pronta a guidare il giovane orfano negli anni della crescita supportandolo nel suo ruolo di salvatore del Mondo dei Maghi.

Nonché la Contessa Madre in Downtown Abbey, figura dal burrascoso passato e dal piglio della matriarca, colla e motore insieme della sua nobile famiglia.

Nuovamente accumulerà premi, dal Golden Globe ad un nuovo BAFTA. Sopravvissuta ad un cancro nel 2008, si è spenta serenamente per la vecchiaia a 89 anni, lasciandosi dietro “due figli e cinque amorevoli nipoti che sono devastati dalla perdita della loro straordinaria madre e nonna”.

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